Pensava forse di aver trovato il modo di abbattere le bollette, ma il trucco è durato poco. Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Schio hanno arrestato una donna di 30 anni, residente a Malo, con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica.
I fatti
Tutto è partito da una segnalazione arrivata alla Centrale Operativa dei Carabinieri da parte dei tecnici della società fornitrice di energia, insospettiti da una possibile manomissione del contatore. Sul posto è intervenuta una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che, insieme ai tecnici, ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione della donna.
Ed ecco la scoperta: il contatore della corrente era stato bypassato con un cavo aggiuntivo, permettendo così di utilizzare l’elettricità senza che i consumi venissero regolarmente registrati. In pratica, la corrente arrivava, ma la bolletta no.
Accertata la manomissione, per la 30enne sono scattate le manette. Al termine delle formalità di rito, la donna è stata dichiarata in stato di arresto per l’ipotesi di reato di furto aggravato di energia elettrica.
Ancora una volta, insomma, il “fai da te” non ha portato fortuna. E la luce, quella vera, l’hanno accesa i Carabinieri.
Si ricorda che il furto di energia elettrica, realizzato tramite manomissione del contatore o allacci abusivi, costituisce un reato (art. 624 c.p.) punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa. L’arresto, spesso in flagranza, avviene in caso di allacci abusivi o manomissioni, con aggravanti che possono inasprire la pena fino a 10 anni.
di Redazione AltovicentinOnline