Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale“. Lo scrive su X l’eurodeputato Roberto Vannacci dove posta anche un volantino di quattro pagine in cui, tra l’altro si legge: “L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare”. E spiega: “La mia destra è vitale”.
Poi prendendo spunto dalle lettere che formano la parola vitale scrive: “‘V’ di virtu’: Coraggio, forza, dovere, Spirito di sacrificio, iniziativa, determinazione, passione, memoria. Queste sono le virtù cui si ispira“. Passando poi alla ‘I’ di identità, tra l’altro si legge: “Viene prima l’Italia poi lo stato e le istituzioni, che devono esserne al servizio”. Segue la ‘T’ di tradizioni: “Non vogliamo un mondo di sradicati e non vogliamo un’Italia sradicata. L’immigrazione di massa, anche quando non criminale, sgretola la compattezza di una civiltà”. La ‘A’ di amore: “Amore per il sangue del mio sangue (…). La famiglia: l’unica, insostituibile, conforme alla alla natura. Lo insegna la biologia: per vincere il tempo un popolo deve procreare, e per fare i figli servono un uomo e una donna”. La ‘L’ di libertà: “Libertà di essere, di fare, di possedere, di esprimere (…). Se violi la mia casa o mi aggredisci per la strada rischi la vita: la difesa è sempre legittima”. Infine, la ‘E’ di eccellenza ed entusiasmo. Un Paese a cui basti sopravvivere, che appiattisce tutto verso il basso, che si accontenta del ‘minimo’, che monetizza la cittadinanza, che confonde uguaglianza con mediocrità è un Paese condannato al declino”.
Poi conclude: “La mia destra non è un menu’ a la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e cado lontano”.
“Su chi tradisce e fugge non vale la pena perdere troppo tempo, come accadde con Fini in passato”. Solo “pochi minuti”, spiegano fonti della Lega, quelli dedicati all’addio di Roberto Vannacci in occasione del Consiglio federale del partito in corso a via Bellerio, a Milano. Un concetto rimarcato sui social del Carroccio, dove è stata pubblicata una foto di Gianfranco Fini con il logo di Futuro e Libertà, fondato dall’ex leader di An nel 2010 dopo la rottura con Silvio Berlusconi e la conseguente uscita dal Popolo della Libertà. “La storia si ripete”, il commento del partito nei post.




Poi conclude: “La mia destra non è un menu’ a la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e cado lontano”.