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Violenza sulle donne, spaventosi dati Istat: 3 milioni di italiane abusate prima dei 16 anni

Circa 3 milioni di donne italiane (il 15,3% della popolazione femminile tra i 16 e i 75 anni) e oltre 244mila donne straniere (11,4%) hanno dichiarato di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. È il quadro drammatico tracciato dal nuovo rapporto Istat intitolato ‘Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025’. Un fenomeno grave che si consuma in larghissima parte tra le mura domestiche o nella cerchia degli affetti ed è caratterizzato da un elevato tasso di sommerso.

I NUMERI DEL RAPPORTO ISTAT: ABUSI IN FAMIGLIA E IL SILENZIO DELLE VITTIME

Entrando nel dettaglio delle rilevazioni diffuse dall’Istat, l’8,2% delle donne italiane (poco meno di 1 milione e 650mila) e il 3,4% delle straniere (circa 72.700) hanno subito almeno una violenza sessuale in età infantile o adolescenziale. Tra le cittadine straniere, il dato più elevato si riscontra tra le rifugiate (22,4%), seguite dalle donne romene (14,6%) e filippine (12,0%).

Gli autori dei maltrattamenti e degli abusi sono nella quasi totalità uomini, individuati prevalentemente tra parenti, amici e conoscenti di famiglia. Sebbene la violenza agita da familiari diretti risulti meno frequente, quando si verifica tende a ripetersi con maggiore reiterazione nel tempo.

Fascia d’età dei primi abusi: La maggior parte degli episodi si concentra tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni di età.

Il muro del silenzio: Più del 58% delle vittime da piccola non ha confidato a nessuno le violenze subite, rimanendo priva di supporto o di un adulto in grado di cogliere i segnali.

IL CONFRONTO CON IL 2014 E IL RISCHIO DI REVICTIMIZATION

Nonostante la gravità dei numeri, la rilevazione mostra un miglioramento rispetto al 2014. Nella fascia d’età comparabile (16-70 anni), la percentuale di donne che ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni è scesa dal 10,6% al 7,8%.

Le conseguenze degli abusi precoci continuano tuttavia a pesare in età adulta. L’Istat evidenzia che tra le donne che hanno subito violenze da piccole, la quota di chi torna a subirne da adulta supera il 57%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale.

IL PD INCALZA: “L’ORCO È IN CASA, SERVE L’EDUCAZIONE AFFETTIVA A SCUOLA”

I dati dell’Istituto di statistica hanno sollevato le prese di posizione delle esponenti del Partito Democratico all’interno della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.

Sulla stessa linea la senatrice Dem Valeria Valente, che smentisce la narrazione sui pericoli esterni: “In un caso su tre l’autore è il padre o il patrigno, negli altri un familiare o un compagno di scuola. Altro che violentatori sconosciuti o extracomunitari: l’orco è in casa. Il 58% delle minori non parla per vergogna e paura. Serve l’educazione alla parità e al rispetto in tutte le agenzie educative per smantellare un modello culturale basato sulla sopraffazione maschile”.

ALMICI (FDI): “RAFFORZARE LA PREVENZIONE E FORMARE GLI EDUCATORI”

Sui dati emersi dall’indagine è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia, Cristina Almici, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.

Almici ha infine richiamato un episodio avvenuto a Brescia, dove un imam è stato espulso dopo aver sostenuto che una bambina di nove anni potesse essere data in sposa: “La risposta dello Stato deve essere ferma ogni volta che si tenta di giustificare la sopraffazione con motivazioni culturali o religiose. In Italia nessuna tradizione viene prima della legge e della tutela dei minori”.

 

 

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