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Disturbi alimentari: non solo adolescenti, crescono i casi tra gli over 35

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) non riguardano più soltanto adolescenti e giovani. Oggi il fenomeno coinvolge bambini sempre più piccoli e adulti over 35 che convivono con il disturbo da anni, spesso senza venire diagnosticati. In Italia si stima che circa 4 milioni di persone soffrano di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, numeri più che raddoppiati negli ultimi anni secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute e dalla rete nazionale dei centri specializzati.

IL 40% DEI PAZIENTI È OVER 35 E FATICA A ENTRARE NEI PERCORSI PUBBLICI

Un dato allarmante riguarda sicuramente le diagnosi tra i giovanissimi, ma esiste una realtà molto meno visibile: gli adulti over 35 con disturbi alimentari, che spesso, per motivi di età, restano fuori dalle statistiche e dai percorsi di cura. I disturbi alimentari, infatti, insorgono spesso in adolescenza o nella prima età adulta ma possono persistere per lungo tempo arrivando anche oltre i 40 o 50 anni. A confermarlo sono anche i dati clinici raccolti da Comestai – centro per il trattamento dei Disturbi Alimentari – dove il 40% dei pazienti seguiti ha più di 35 anni. In molti casi si tratta di persone che hanno sviluppato il disturbo in adolescenza ma non hanno mai ricevuto una diagnosi o un trattamento adeguato. Si tratta di un dato significativo se pensiamo che, al contrario, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo il 13% dei pazienti risulta avere tra i 41 e i 55 anni.

“Molti pazienti arrivano al centro dopo anni di sintomi, spesso senza aver mai avuto accesso a un servizio specialistico. Si rivolgono a noi, del settore privato, perché la maggior parte dei servizi pubblici sono storicamente strutturati per l’età evolutiva” – racconta Aurora Caporossi, Founder di Animenta e CEO di Comestai – “I disturbi alimentari non sono solo una questione di cibo o peso: sono patologie complesse che coinvolgono identità, relazioni e salute mentale. Per questo è fondamentale costruire una rete di cura che sappia accogliere le persone in ogni fase della vita, anche quando arrivano al trattamento dopo molti anni di sofferenza”, commenta Aurora Caporossi, Founder di Animenta e CEO di Comestai.

 

“Come Danone Nutricia ci impegniamo a portare la salute attraverso l’alimentazione al maggior numero di persone possibile. Sostenere iniziative che promuovono conoscenza, consapevolezza e strumenti concreti per affrontare i disturbi del comportamento alimentare è parte integrante della nostra missione. Parliamo di patologie complesse, che non riguardano solo l’adolescenza ma possono interessare anche persone di età diverse e con storie cliniche molto lunghe. La collaborazione con Animenta nasce proprio dalla volontà di promuovere un approccio che sappia valorizzare le dimensioni emotive, psicologiche e relazionali che si intrecciano con alimentazione e nutrizione”, dichiara Manuela Borella, vicepresidente Nutrizione Specializzata Danone Italia e Grecia.

In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, Danone Nutricia e Animenta rinnovano quindi l’impegno per promuovere informazione, formazione e accesso alle cure, contribuendo a rendere visibile una realtà che riguarda bambini, adolescenti ma anche un numero crescente di adulti spesso invisibili alle statistiche.

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