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Famiglia del Bosco e bambini allontanati: errore clamoroso o vera incapacità genitoriale? Il Paese è diviso

E’ possibile che tutti gli “esperti” ce l’abbiano con questi due genitori o dietro quello che qualcuno ha strumentalizzato c’è una vera e propria inadeguatezza?

La vicenda dei tre bambini allontanati dal casolare nei boschi di Palmoli si arricchisce di un nuovo capitolo, destinato a pesare sul futuro dell’intera famiglia. La relazione preliminare della psichiatra Simona Ceccoli, consulente nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, definisce i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion portatori di una “incapacità genitoriale”, un’espressione che nella giustizia minorile equivale a un giudizio severo e raramente reversibile in tempi brevi.

Una famiglia percepita come “instabile”

Nella relazione, depositata ieri, la perita parla di una “rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue” della famiglia. A colpire maggiormente è il racconto dei bambini: alla domanda sull’età dei genitori, avrebbero risposto che “hanno dieci anni”, secondo la psichiatra un chiaro segnale che le figure genitoriali non sono percepite come stabili né affidabili.

Durante un test proiettivo è stato chiesto ai piccoli – la maggiore di 9 anni, i due gemelli di 7 – di disegnare una “famiglia immaginaria”. Nei fogli non è comparsa alcuna figura umana, soltanto animali. Per Ceccoli si tratta del segno di “una sofferenza emotiva” che avrebbe radici nel contesto educativo vissuto fino all’allontanamento.

I bambini vivevano con i genitori in un casolare isolato, privo di bagno e riscaldamento. La famiglia rivendicava una scelta di vita alternativa; il Tribunale dei minori, già a novembre, aveva invece ravvisato condizioni di potenziale pregiudizio tali da disporre la sospensione della potestà genitoriale e l’inserimento dei figli in una struttura protetta.

Le prospettive del ricongiungimento

La relazione preliminare allontana la possibilità di un rapido ritorno dei bambini a casa. I consulenti di parte hanno ora trenta giorni per presentare osservazioni e controdeduzioni, dopo di che Ceccoli completerà la perizia definitiva, prevista entro un mese.

Intanto resta in attesa la decisione della Corte d’appello civile dell’Aquila, che il 21 aprile ha ascoltato la coppia e dovrà pronunciarsi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento. Il Tribunale per i minorenni ha già espresso parere contrario, rendendo il percorso della famiglia ancora più complesso.

N.B.

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