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La rotta si ribalta. La Svezia rimanda i migranti in Italia. È il quinto Paese

Per anni l’Italia è stata raccontata come la porta d’ingresso dell’Europa. Oggi quella porta comincia a funzionare anche nell’altra direzione. La Svezia ha infatti trasferito in Italia alcuni richiedenti asilo, entrando nel gruppo dei Paesi europei che hanno già effettuato operazioni analoghe. È il quinto Stato a farlo, secondo quanto riferisce Ansa.

Una notizia che, dietro il linguaggio tecnico delle procedure europee, racconta un cambiamento significativo. Non si tratta di un nuovo sbarco e nemmeno di persone arrivate direttamente sulle coste italiane, anzi. Sono persone che si trovavano in un altro Paese europeo vengono riportate in Italia perché, secondo le regole sulla competenza delle domande d’asilo, è l’Italia lo Stato chiamato a gestire la loro pratica.

La rotta cambia direzione
Il meccanismo è quello dei cosiddetti trasferimenti dei dublinanti, cioè delle persone per le quali un altro Stato europeo ritiene che la responsabilità dell’esame della domanda di protezione internazionale spetti all’Italia. “La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull’immigrazione e l’asilo”: lo ha dichiarato all’AnsaVictoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la migrazione Johan Forssell. La dinamica è semplice solo sulla carta. Una persona presenta domanda d’asilo in Europa. Le regole stabiliscono quale Paese debba occuparsi della procedura. Se quel Paese è l’Italia, lo Stato nel quale il richiedente si trova può procedere al trasferimento. Ed è quello che sta accadendo. La Svezia si aggiunge così agli altri Paesi che hanno già riportato richiedenti asilo in Italia. Ansa segnala inoltre che Vienna ha già effettuato quattro trasferimenti.

L’Italia non è più soltanto il punto di partenza
È questo l’aspetto politicamente più pesante della vicenda. Una sorta di rotta inversa determinata non dal viaggio dei migranti, ma dalle regole europee sulla competenza delle domande d’asilo. E il fenomeno potrebbe assumere un peso ancora maggiore con l’entrata a regime del nuovo quadro europeo sulla migrazione e l’asilo, perché mentre l’Europa discute da anni di redistribuzione dei migranti, emerge un’altra realtà: l’Italia può diventare anche il Paese verso cui vengono trasferite persone già presenti altrove. Una notizia apparentemente tecnica che apre una domanda molto più grande: quanti altri trasferimenti seguiranno e quale peso avrà l’Italia nella nuova macchina europea dell’asilo? Perché la partita migratoria non si gioca più soltanto sulle coste del Mediterraneo: ora passa anche dagli aeroporti, dagli uffici dell’immigrazione e dalle decisioni prese nelle capitali europee.

di Red@azione AltovicentinOnline
ph verigesradio.se

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