Nel Tribunale per i minorenni di Venezia si è registrato nell’ultimo anno un “rilevante aumento delle richieste di rinvio a giudizio in relazione a gravi reati contro la persona, il patrimonio (rapine, estorsioni, lesioni) e/o concernenti gli stupefacenti commessi da giovani appartenenti alle cosiddette baby gang che agiscono, spesso, ai danni di coetanei”. Lo ha detto la presente reggente della Corte d’Appello di Venezia, Rita Rigoni, nel suo discorso alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, sottolineando che “si tratta di un fenomeno allarmante e diffuso pressoché sull’intero territorio del distretto”.
In “costante aumento”, poi, i “procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia da parte dei figli verso i genitori”, oltre ai “disagi dei minori stranieri entrati in Italia in età già grande per ricongiungimenti familiari o adozioni internazionali”. Infine, è in crescita il numero di imputati minorenni che “presentano problematiche legate a disturbi psichici e alle dipendenze, ciò che richiede – ha aggiunto Rigoni – un intervento urgente e non più procrastinabile per l’apertura di comunità sanitarie per minori”.
La giustizia minorile nel distretto veneto “è in una situazione di grave sofferenza che, se non risolta o quanto meno mitigata, rischia di incidere negativamente sui tempi di risposta giudiziaria e conseguentemente sulla tutela dei diritti dei minori”.
Il fenomeno dei Maranza, il Corriere della Sera dedica loro una pagina