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Stop carcere per Alberto Stasi. Nordio: “Tutta questa vicenda resta un’anomalia”

Dopo dieci anni e sei mesi, Alberto Stasi sta per uscire definitivamente dal carcere: il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti disposto la scarcerazione e l’affidamento ai servizi sociali presso la società in cui lavora da tempo come responsabile dell’amministrazione. La decisione dei giudici è arrivata oggi pomeriggio ed è possibile perchè a Stasi mancava un residuo pena inferiore a quattro anni. La richiesta era stata avanzata dalla difesa di Stasi. Dalla Procura generale è arrivato parere positivo. Stasi, detenuto nel carcere di Bollate, da diversi mesi godeva di un regime di semilibertà.

Stando a quanto scrive Tg7, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco, ma andrà a vivere a Milano in affitto.

NORDIO: “STASI? NON PARLO DI PROCESSI, MA RIBADISCO È ANOMALIA”

Alberto Stasi va verso l’affidamento ai servizi sociali? “Non posso, non voglio e non devo parlare di processi in corso e tantomeno di situazioni che sono dolorose e tragiche. Ho detto, e ripeto per l’ennesima volta che l’anomalia del processo di Stasi dipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte da una Corte d’assise e da una Corte d’appello è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo ma con un semplice supplemento di istruttorie”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del Forum in Masseria, condotto da Bruno Vespa e organizzato da Comin & partner a Manduria.
“Poiché da noi esiste il principio che non puoi essere condannato se le prove contro di te non sono al di là di ogni ragionevole dubbio, come fai a condannare una persona sulla quale ben due altissime Corti hanno così dubitato il punto da assolvere? Questo non è colpa ovviamente di quei magistrati, è colpa di un sistema che è unico al mondo. Per esempio nel processo un anglosassone una cosa del genere sarebbe impensabile“, aggiunge il ministro.

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