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Vannacci aggancia Salvini nei sondaggi, slitta la nomina di Zaia a e si tenta di ricucire gli strappi

Lega e Futuro Nazionale per l’Italia (FnV) sono ormai appaiati nei sondaggi. L’ultima rilevazione Swg per il Tg La7 li accredita entrambi al 5,3%, un risultato sorprendente se si considera che il partito di Roberto Vannacci è nato solo a febbraio e ha completato il varo organizzativo appena lo scorso weekend.

In poco più di tre mesi FnV ha eroso consensi soprattutto alla Lega, crescendo settimana dopo settimana mentre il Carroccio arretrava. L’ultimo scatto è legato alla forte esposizione mediatica dell’assemblea nazionale di Vannacci all’auditorium di via della Conciliazione: nell’ultima settimana FnV guadagna 0,5 punti, la Lega perde 0,3. Il travaso non è però solo interno al mondo leghista: tra i nuovi sostenitori di FnV ci sono anche ex elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e persino M5S. Resta il fatto che, al momento, il partito più penalizzato è quello guidato da Matteo Salvini.

Il sorpasso sfiorato di Vannacci arriva mentre la Lega vive una fase di stallo e tensioni interne. Il presidente lombardo Attilio Fontana, prima ancora di conoscere il dato del sondaggio, riconosce che è stato «un errore non rendersi conto del pericolo» rappresentato dal generale anche per la Lega, e sottolinea l’incompatibilità dei suoi valori con quelli del Carroccio.

Nel frattempo slitta il Consiglio federale in cui Salvini avrebbe dovuto sciogliere il nodo delle richieste dell’ala nordista. Ufficialmente il rinvio è dovuto agli impegni di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, ma in realtà manca ancora un accordo: il segretario è disposto a nominare Zaia vicesegretario unico, ma non con le deleghe e il controllo sulle risorse richiesti. Per ora, dunque, la situazione resta bloccata.

Un movimento, seppur limitato, c’è: Salvini vuole creare un organismo ristretto incaricato di ricucire i rapporti con i territori, iniziativa giudicata insufficiente dai critici. Fontana però smentisce l’ipotesi di scissioni o nuovi partiti, parlando piuttosto della volontà di «dare una sterzata» alle politiche della Lega.

Il rilancio di Salvini passa anche da un ritiro di due giorni a Mogliano Veneto (4-5 luglio), in cui verranno definiti cinque grandi temi per la conclusione della legislatura e la prossima campagna elettorale: sicurezza e immigrazione, scenario internazionale, caro vita e bollette, piano casa, autonomia. Sullo sfondo resta l’obiettivo, sempre più incerto, di tornare al Viminale: nel weekend la Lega manifesterà in tutte le province emiliane con lo slogan «Salvini agli Interni senza paura». Con Vannacci ormai alle calcagna, il Carroccio è costretto a giocarsi tutte le carte rimaste.

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