- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

Vannacci deposita il simbolo “Futuro Nazionale” e agita la Lega: è ipotesi nuovo partito

Un’ala tricolore su sfondo blu, sormontata dalla scritta “Futuro Nazionale” in bianco e dal nome “Vannacci” in giallo. È questo il logo depositato  da Roberto Vannacci presso l’European Union Intellectual Property Office. Alla domanda sul significato del marchio, l’europarlamentare si limita a una risposta laconica: «È solo un simbolo».

Intanto, sul fronte politico, il clima resta teso. Domani mattina alle 8.30 sono convocate le commissioni Affari Esteri e Difesa della Camera, chiamate a dare il via libera definitivo al decreto Ucraina, atteso poi in Aula nella settimana tra il 9 e il 13 febbraio. Il passaggio in commissione appare scontato, anche alla luce dell’approvazione dell’emendamento di maggioranza che ha eliminato il riferimento agli “aiuti militari” dal titolo del provvedimento, includendo invece i mezzi di “difesa civile”.

Non mancano però segnali di dissenso nella Lega. Lo scorso 15 gennaio due deputati vicini a Vannacci hanno votato contro la risoluzione di maggioranza che proroga l’invio di armi a Kiev. Secondo quanto apprende l’AGI, la prossima mossa potrebbe essere la presentazione di emendamenti in Aula per cancellare la proroga del supporto militare dall’articolo 1 del decreto. In caso di fiducia, il piano alternativo sarebbe quello degli ordini del giorno.

Nel partito minimizzano: «Se due o tre si sfilano non vuol dire che c’è uno strappo nel gruppo», spiega un esponente di peso di Via Bellerio. Ma il generale continua a rilanciare l’appello a una “reale discontinuità”. Fonti leghiste smentiscono intanto qualsiasi richiesta di espulsione avanzata dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia nei confronti di Vannacci.

Un chiarimento con Matteo Salvini è atteso tra la fine della settimana e l’inizio della prossima. Il deposito del marchio Futuro Nazionale alimenta le ipotesi di una nuova formazione politica, anche se nei palazzi si frena: «Non è ancora deciso nulla, Vannacci sta trattando per restare nel partito e chiede garanzie». Lui stesso, recentemente, ha lasciato aperti tutti gli scenari: «Mai dire mai».

Il dibattito interno alla Lega si è intensificato dopo la manifestazione in Abruzzo dello scorso fine settimana. Alcuni dirigenti chiedono un confronto su temi sensibili come diritti e sicurezza, anche alla luce di episodi di cronaca come quanto accaduto a Rogoredo. Proprio su questo, Vannacci è intervenuto sui social con toni duri, evocando la “remigrazione” e suscitando nuove polemiche.

Sul tema è prevista venerdì una conferenza stampa alla Camera con esponenti di CasaPound, appuntamento contestato dalle opposizioni ma confermato dall’organizzatore, il leghista Domenico Furgiuele. Salvini, dal canto suo, prova a ricompattare il partito e rilancia una mobilitazione per il 18 aprile in piazza Duomo a Milano, annunciata come una manifestazione “non contro, ma per”, nel solco delle battaglie identitarie della Lega.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: