Si è tenuta oggi la seconda edizione della Commonwealth War Cemeteries Trail Run, che anche quest’anno ha voluto portare i runner sui sentieri della Grande Guerra, tra boschi, dislivelli e cinque cimiteri britannici. Una gara che allena non solo il corpo, ma anche lo spirito, una corsa dove la fatica incontra il peso della memoria.
Sull’Altopiano di Asiago basta percorrere qualche chilometro tra i suoi sentieri per incontrare la Storia, anche quando non c’è nessuno a raccontarla.
Un bosco, il silenzio, il panorama e poi, improvvisamente, le croci, nomi che ricordano vite rubate, date portate via dal tempo.
È su questi sentieri che si è svolta oggi la seconda edizione della Commonwealth War Cemeteries Trail Run, manifestazione che unisce trail running e memoria storica. Partita e arrivata a Cesuna, la gara regina è stata la 42K, 42 chilometri e 1.348 metri di dislivello, con il punto più alto a 1.469 metri e sette ore di tempo limite. Accanto alla 42K, la manifestazione ha proposto anche le distanze 21,5K, 12K e 6K, permettendo a runner con preparazioni diverse di condividere lo stesso territorio e lo stesso messaggio.
Ma i numeri, in questo caso, raccontano soltanto una parte della storia.

Il percorso attraversa infatti luoghi che furono teatro dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale e passa accanto a cinque cimiteri di guerra britannici, oggi gestiti dalla Commonwealth War Graves Commission. Luoghi silenziosi, immersi nella montagna, che ricordano il sacrificio di migliaia di giovani soldati.
A organizzare l’evento è l’Associazione Triathlon 7C di Asiago, che attraverso lo sport punta a valorizzare l’Altopiano durante tutto l’anno, coinvolgendo atleti, comunità e attività locali.
La vittoria della 42K è andata per le donne a Camilla Donato, seguita da Giulia Dettin e terza Antonella Dal Pozzo. Sul gradino più alto del podio maschile è salito Francesco Moro, dietro di lui Michele Zorzi e Francesco Pranovi.

Nella 21,5K, vittoria femminile per Lucia Forte, davanti a Mariachiara Silvestrini e Alice Casali. Tra gli uomini successo di Andrea Mottes, seguito da Massimo Toniato e Daniele Repele.
Correre sull’Altopiano significa certamente affrontare salite, chilometri e tanta fatica. Il cronometro che continua a correre, il traguardo resta l’obiettivo. Eppure, passando accanto a quei cimiteri, la competizione lascia per qualche istante spazio alla riflessione.
I venti di guerra che da qualche anno ci passano accanto, ci fanno pensare che sono tante le persone che oggi avrebbero bisogno di ripercorrere questi sentieri, per osservare e riflettere, perché sotto quelle croci e quelle lapidi ci sono sogni di ragazzi poco più che adolescenti, vite spezzate, famiglie distrutte.
Sull’Altopiano si corre per arrivare al traguardo, ma anche per non dimenticare. E forse è proprio questo il modo più bello per tenere vivi questi sentieri: continuare ad attraversarli, con rispetto, consapevolezza e gratitudine.
Fabrizio Carta
