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Dal Veneto un appello accorato: “Date ad Andrea una possibilità per la cura sperimentale”

«Regalare ad Andrea una speranza, prima che sia troppo tardi». È l’appello di Katia Zanandrea per il marito Andrea Costa, 52 anni, di Casoni di Mussolente, nel Vicentino, padre di due figli e affetto da una rara forma di tumore.

Dopo aver completato i trattamenti disponibili in Italia senza riuscire a fermare la malattia, per Andrea si è aperta una possibile nuova strada: il REM-422, un farmaco sperimentale attualmente studiato in Francia, a Nizza. Il trial coinvolgerà circa sessanta pazienti, ma l’accesso di Andrea è stato finora ostacolato da difficoltà burocratiche e amministrative.

La famiglia ha chiesto l’intervento della Regione Veneto e del Governo. La risposta non si è fatta attendere: la Regione ha avviato le procedure per permettere ad Andrea e ad altri due pazienti veneti di essere valutati dal centro francese. I comitati etici hanno già espresso il loro via libera e sono state avviate le pratiche necessarie.

La strada più rapida resta quella della sperimentazione a Nizza. Qualora non fosse possibile, le istituzioni stanno valutando anche l’ipotesi dell’uso compassionevole, che consentirebbe di richiedere il farmaco in Italia in casi di particolare gravità e urgenza.

Sul caso è intervenuta anche Chiara Luisetto, vicepresidente della Commissione Sanità del Veneto, chiedendo alla Regione di sollecitare il Ministero della Salute e di attivare tutti gli strumenti previsti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera.

Intanto lo Iov di Padova sta predisponendo gli accertamenti necessari e ha chiesto di poter entrare nella rete dei centri coinvolti nella sperimentazione.

Per Andrea e la sua famiglia, però, la questione resta soprattutto una corsa contro il tempo. L’obiettivo è semplice: riuscire ad avere almeno la possibilità di essere valutato per una terapia sperimentale prima che sia troppo tardi.

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