“Con l’orfanotrofio avremo anche la fattoria didattica: negli orti coltiveremo pomodori, insalata e patate, una delle iniziative di autofinanziamento; non possiamo aspettare le collette dall’Italia”. Fra’ Luca Santato, conosciuto molto bene nell’Alto Vicentino e soprattutto a Thiene, superiore dei cappuccini in Mozambico, fa anche i conti. “Tremila, 4mila o magari 5mila euro al mese?” chiede, parlando al telefono con l’agenzia Dire. “Il punto è cavarsela da soli, essere capaci di partire e soprattutto di continuare”.
In gioco, nella cittadina di Boane, nel sud del Mozambico, non lontano dal confine con il Sudafrica, c’è il futuro di 64 bambini. Si tratta di bambine e bambini tra i tre e i dieci anni, orfani o comunque in condizioni di vulnerabilità, che saranno affidati ai frati dal Comune.A loro sarà dedicata una sezione dell’orfanotrofio, con appartamenti e spazi specifici. “Almeno all’inizio avranno bisogno di un’attenzione speciale perché poi con gli altri riescano a stare bene”, spiega il missionario. “Nel refettorio, comunque, per tutti ci saranno le verdure del nostro orto”.
La fattoria invece sorgerà su 12 ettari di terreno, nella valle del fiume Umbeluzi, un’area fertile a una trentina di chilometri dalla capitale Maputo. Il dormitorio, intanto, è in costruzione. “Sarà tutto pronto per il marzo prossimo”, annuncia fra’ Luca. “Sarà intitolato a San Francesco e a Santa Chiara, ma all’ingresso avremo tante targhe: una per ciascuna delle tante realtà che ci stanno sostenendo”. L’elenco è lungo: dalla Conferenza episcopale italiana, attraverso i fondi dell’8xmille, alla Fondazione Faresin, passando per Cuore amico di Brescia. E poi ci sono i volontari, che a Boane sono di casa. “Solo quest’anno ne sono arrivati 84”, calcola fra’ Luca: “Tra loro ci sono pediatri e infermieri, arrivati anche grazie all’ambasciata italiana, da Brescia, Belluno, Treviso, Venezia, Lucca, Vicenza e Trento”.
Il progetto guarda lontano. “I ragazzi frequenteranno l’istituto agrario di Boane e a 18 anni potranno diplomarsi come periti agrari”, dice il missionario. “Potranno anche frequentare i laboratori di taglio e cucito, utilizzando tessuti locali: l’idea è vendere anche nei centri missionari in Italia”.
I nuovi progetti sono l’ampliamento di un’iniziativa cominciata a Boane già nel 2024. Si chiama “Fratelli tutti”, come l’enciclica di papa Francesco: l’obiettivo è sostenere i bambini che vivono in condizioni di povertà, a volte costretti a vivere della raccolta e della rivendita dei rifiuti nelle discariche. È così che sono nati un centro pediatrico, un centro nutrizionale e un doposcuola. L’idea ha preso forma in occasione di una visita del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nel trentennale degli accordi di pace in Mozambico. “Ora vogliamo fare un passo in più”, dice fra’ Luca: “Facendo quadrare i conti, anche grazie ai volontari, per il bene dei bambini”.
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