- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

Il manager di bambù che ha conquistato la Cina ora guida il food di Confindustria Vicenza

È Mattia Pedon il nuovo Presidente della Sezione Alimentari e Bevande di Confindustria Vicenza per il quadriennio 2026-2030. Manager con un profilo internazionale costruito passo dopo passo tra Cina e Italia, Pedon guiderà uno dei comparti più dinamici dell’industria vicentina mettendo al centro analisi dei dati, innovazione e nuove tecnologie.

Dalla Cina al vertice del Gruppo Pedon

Figlio di Remo Pedon, uno dei titolari e amministratori delegati del Gruppo Pedon – azienda vicentina dei legumi e cereali con base a Molvena, stabilimenti in quattro continenti, 600 dipendenti e fatturato in crescita a doppia cifra – Mattia si è formato lontano da casa, scegliendo la via più impegnativa.

A 19 anni lascia un paesino del Veneto per trasferirsi a Hong Kong, poi a Canton. Sospende gli studi a Bologna e si iscrive all’Università di Canton, corso di International Economy and Trade interamente in cinese. Un azzardo, agli occhi di molti, in una città allora tutt’altro che rassicurante. Il primo anno è dedicato solo alla lingua: otto mesi passati a studiare distintamente perfino le quattro diverse tonalità della vocale “a”, tra una stanza d’ostello con porta di compensato, acqua calda per poche ore al giorno e internet limitato alla sola Cina.

«Era la mia sfida per trovare un posto nel mondo», ha raccontato più volte. Gli altri studenti europei se ne vanno uno dopo l’altro, lui resiste. Nel 2010 si laurea, unico italiano ed europeo del suo corso. Al consolato italiano di Canton la sua richiesta di riconoscimento del titolo coglie tutti di sorpresa: non era mai successo. La tesi viene tradotta, validata, e la laurea resa riconosciuta anche in Italia.

Il manager “bambù”: flessibile, radici forti

C’è un’immagine che descrive bene il suo percorso: Mattia è come una canna di bambù. Sottile all’esterno, movimenti leggeri che sembrano seguire il vento, ma dentro duro come il tek, con radici profonde. Flessibile e resistente al tempo stesso, qualità che gli hanno permesso, già a 29 anni, di imporsi come uno dei manager italiani più brillanti in Oriente.

Entrato nel Gruppo Pedon nel 2010, muove i primi passi occupandosi della selezione dei legumi nei mercati esteri. Nel 2011 fonda la sede di Dalian, nel nord-est della Cina, dove guida uno stabilimento e un ufficio con 60 addetti, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della presenza aziendale in Asia. Nel 2016 rientra in Italia, entra nel dipartimento acquisti come esperto di legumi, nel 2019 fa il suo ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Pedon Spa e dal 2022 ricopre il ruolo di Direttore Acquisti del Gruppo.

Il suo stile di leadership è riassunto nel motto “lead by example”: «Sono il primo ad arrivare in ufficio e l’ultimo ad uscire», ama dire. In Cina ha imparato a confrontarsi con una cultura del lavoro segnata da gerarchie rigide e impostazione quasi paramilitare, dove il “manager amico” all’europea rischia di essere controproducente. Al tempo stesso ha portato in azienda un’attenzione tutta italiana alle persone e alle relazioni, promuovendo, ad esempio, iniziative di team building aperte anche alle famiglie dei dipendenti.

Un ponte tra culture e mercati

Profondo conoscitore del mondo cinese – «il segreto per imparare una lingua ostica come il cinese è liberare la mente e non avere paura di sbagliare», sostiene – Pedon ha maturato una visione chiara sulle differenze tra Italia e Cina.

Gli italiani, osserva, danno più valore alle relazioni sociali e sono più legati alle tradizioni, talvolta meno pronti al cambiamento. I cinesi, al contrario, sono estremamente elastici e laboriosi, ma anche più cinici ed egoisti nelle relazioni professionali: ci si incontra una volta, poi si passa oltre. Un contesto che negli ultimi anni è mutato rapidamente: si è formata una nuova classe medio-alta che spende, guarda all’Europa – e in particolare all’Italia – come a un mito, e pretende standard qualitativi sempre più elevati.

Per questo, a suo giudizio, il mercato cinese resta un’opportunità, ma non può più essere affrontato come dieci anni fa: servono preparazione, partner affidabili che vivono nel Paese e conoscenze specifiche sulle dinamiche locali. Un approccio che sembra destinato a influenzare anche il suo mandato in Confindustria.

La nuova sfida in Confindustria Vicenza

L’Assemblea della Sezione Alimentari e Bevande di Confindustria Vicenza ha eletto il nuovo Consiglio per il mandato 2026-2030 e, a seguire, nominato Mattia Pedon Presidente della Sezione. Al suo fianco ci sarà Marco Zuccato, di Zuccato F.lli Srl, nel ruolo di Vicepresidente.

Completano la squadra Ilaria Fabiola Tabone (Molino Rossetto Livio Srl), rappresentante nel Consiglio Generale di Confindustria Vicenza, e Luciano Cielo (Villa degli Olmi Spa), rappresentante nel Comitato Piccola Impresa. Nel Consiglio della Sezione siedono inoltre Angelina Albiero (Caseificio Albiero Srl), Luca Cielo (Cielo e Terra Spa), Alessandro Coriele (Cles Srl), Daniela Cosaro (Cosaro Srl), Patrizia Dal Toso (Antiche Distillerie Riunite Srl), Elena Matticari (Joe & Co. Srl), Angelo Nardini (Ditta Bortolo Nardini Spa) e Gianluca Paulillo (Latterie Vicentine S.C.A.).

Nel suo primo commento da Presidente, Pedon mette subito al centro la trasformazione digitale del comparto: «Con questo nuovo incarico desidero mettere a disposizione del settore food la mia esperienza analitica e la mia costante attenzione verso le nuove frontiere tecnologiche. Sono convinto che il futuro del comparto passi dalla capacità di leggere il mercato attraverso dati e indicatori concreti, affiancando a questa visione l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale come leva strategica per rendere il settore più efficiente, moderno e competitivo».

Uno sguardo, il suo, orientato a trasformare anche le sfide più complesse in occasione di crescita: «Anche le sfide che oggi possono sembrare lontane o difficili devono diventare un motore per continuare a innovare, evolvere e generare nuova crescita», sottolinea, ringraziando al contempo la Presidente uscente Ilaria Fabiola Tabone «che in questi anni ha guidato la Sezione con impegno, visione e attenzione alle esigenze delle imprese del comparto».

Una nuova generazione di “bambù”

La Cina, racconta Mattia, gli ha insegnato che «ogni giorno è un nuovo giorno, che porta con sé una nuova possibilità». Un insegnamento che ora porta dentro Confindustria Vicenza, forte di una biografia che unisce radici solide nel tessuto imprenditoriale veneto, esperienza sui mercati globali e una naturale familiarità con strumenti analitici e Intelligenza Artificiale.

All’ombra della Grande Muraglia ha trovato anche l’amore: lì ha incontrato Shiyi, che presto diventerà sua moglie. Un dettaglio personale che chiude simbolicamente il cerchio di una storia fatta di coraggio, adattabilità e visione: quella di una nuova generazione di “bambù” pronta a piegarsi al vento dei cambiamenti globali senza spezzarsi, portando il food vicentino – e con esso l’eccellenza italiana – su nuovi orizzonti.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: