- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

Le asportano il seno per un tumore che non era suo: 7 anni di sofferenze per un errore di laboratorio nel Veneto eccellente

La donna padovana di 51 anni che per sette anni aveva creduto di essere sopravvissuta a un cancro al seno ha scoperto che quel tumore non era il suo. Una diagnosi sbagliata, frutto di uno scambio di provette tra Usl Euganea e Azienda ospedaliera, l’ha portata a subire una mastectomia totale e sette interventi ricostruttivi. Una mutilazione inutile, che nessuno ha saputo spiegare.

La vicenda inizia nel 2018 con uno screening di routine. Microcalcificazioni sospette, una biopsia, poi il verdetto: carcinoma duttale infiltrante di terzo grado. La donna viene operata d’urgenza ad Abano Terme. Ma già allora qualcosa non tornava: l’esame sul tessuto asportato non mostrava cellule tumorali. Invece di fermarsi a chiedere come fosse possibile, il risultato viene spacciato come un trionfo clinico. La paziente ringrazia i medici per averle “salvato la vita”, senza sapere che nessuno aveva notato l’assurdità di un tumore «scomparso».

Negli anni successivi affronta un incubo chirurgico: altri sei interventi per ricostruire una mammella che non sarebbe mai dovuta essere amputata. Solo durante una perizia medico-legale riaffiora la verità: i numeri non quadrano. Quattordici frustoli prelevati, solo cinque analizzati. Una discrepanza troppo grande per essere un dettaglio.

Il Dna mette la parola fine ai dubbi: quei tessuti malati appartenevano a un’altra paziente. Un taglio di mammella basato su un referto non suo. Un errore che grida vendetta.

Ora il tribunale ha incaricato un consulente tecnico di stabilire dove sia avvenuto lo scambio: nel prelievo e trasporto della Usl o nell’accettazione e lavorazione dell’Azienda ospedaliera. Intanto, da entrambe le strutture nessuna risposta pubblica. Nessuna assunzione di responsabilità.

Se entro quattro mesi non si raggiungerà un accordo economico, partirà una causa civile. L’epilogo di un calvario nato da un’etichetta sbagliata e da un sistema incapace di riconoscere i propri errori prima che diventino tragedie.

di Redazione AltovicentinOnline

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: