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Malo. Prima per scontare una pena, oggi per i sorrisi: la seconda vita di Dj Gaggia

Il suo motto lo riassume perfettamente: «Fare del bene fa stare bene».

Per anni ha fatto ballare migliaia di persone nelle discoteche del Veneto, condividendo il palco con artisti come Fiorello e Amadeus. Poi, quasi per caso, la sua musica è arrivata dove non avrebbe mai immaginato: nelle case di riposo. Luciano Sbalchiero, in arte Dj Gaggia, ci era entrato inizialmente per scontare il proprio debito con la giustizia. Dopo essere stato fermato per guida in stato di ebbrezza e aver perso la patente, aveva iniziato un periodo di servizi sociali in una struttura per anziani. Quello che doveva essere semplicemente un modo per rimediare al proprio errore si è però trasformato in un incontro destinato a cambiargli la vita. «All’inizio giocavo a tombola e stavo insieme a loro, poi ho iniziato a mettere la musica. Non mi sono più fermato», ha raccontato al Corriere della Sera.

Oggi Gaggia nelle case di riposo ci torna volontariamente. Non perché deve, ma perché non riesce più a rinunciare a quei momenti. Porta con sé la musica della giovinezza degli ospiti, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, e in pochi minuti i corridoi e le sale delle strutture si trasformano in piccole piste da ballo. C’è chi, anche in carrozzina, muove le braccia a tempo. Chi canta. Chi balla con gli operatori. E chi, semplicemente, sorride. Sono proprio quei sorrisi ad aver conquistato il dj.

La musica, racconta al Corriere, che gli ha dedicato un ampio servizio, riesce a risvegliare ricordi che sembravano lontani. Una canzone può riportare una persona indietro di decenni, a un viaggio, a un amore, alla propria giovinezza. E così Gaggia ha scoperto che far ballare gli anziani gli restituisce qualcosa di molto più prezioso di una serata in discoteca. La sua nuova attività si è ormai allargata anche fuori dal Vicentino, con richieste arrivate da strutture di Treviso e Pordenone.

Da un errore è nata quindi una seconda possibilità. Quella che era iniziata come una pena da scontare è diventata una scelta quotidiana. Prima entrava nelle case di riposo perché doveva. Oggi ci torna perché non vuole più rinunciare alla felicità che trova lì dentro.

Dietro la console da 40 anni, Luciano Gaggia, nato a Schio nel Veneto nel 1961 e recentemente si è trasferito a Malo, continua a far ballare le folle con la stessa passione di sempre. Le sagre dell’Alto Vicentino dove si registra la sua presenza fanno boom di presenza e il suo saper coinvolgere il pubblico è qualcosa che sa di calamita. I suoi social sono una specie di “diario”, dove ricordare gli spezzoni delle sue serate. Ogni estate è richiestissimo, come è spesso ospite nelle trasmissioni sportive come opinionista di calcio perchè oltre alla passione per la musica, ne ha un’altra: quella per il Vicenza Calcio.

M.L.

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