Chiude il supermercato Sisa, ma a breve riaprirà un Prix. Villaverla non perde il suo punto di riferimento e, dopo la chiusura del supermercato che per anni ha servito la comunità dell’Alto Vicentino, a fine mese si illuminerà un’altra insegna. La speranza è che venga riassunto il personale che è rimasto momentaneamente senza lavoro, tra cui dipendenti specializzati e molto apprezzati dalla clientela. Pare ci siano trattative in corso su questo fronte.
Villaverla in controtendenza
“Per fortuna a Villaverla non possiamo lamentarci – spiega il sindaco Enrico De Peron – perché abbiamo molti negozi di ogni tipo e il pensiero va agli anziani che devono poter trovare ciò che serve loro a due passi da casa. Di negozi di vicinato ne abbiamo, grazie anche ad iniziative imprenditoriali che vanno premiate usufruendone. Se si fosse, ad esempio, utilizzato maggiormente il Sisa-Maxi, non avrebbe chiuso. Rassicuro comunque tutti: si stanno eseguendo dei lavori strutturali importanti, ma si sta procedendo con celerità”.
Il primo cittadino De Peron è orgoglioso della realtà commerciale del suo paese e quando ne parla le sa elencare una per una. In effetti, Villaverla è in controtendenza rispetto ai paesi che subiscono lo svuotamento commerciale dei centri storici. Ci sono panifici, macellerie, un’ortofrutta, pasticcerie. A Novoledo sta aprendo un negozio di formaggi in stile “casolino”, quello dove entri e senti il profumo del formaggio stagionato, l’odore del pane e del prosciutto cotto di buona qualità.
L’invito del sindaco De Peron è quello di incoraggiare le attività artigianali che fanno sacrifici enormi per pagare affitti e mantenere in vita quelle botteghe che hanno un altissimo valore sociale, perché sono luoghi d’incontro dove poter scambiare quattro chiacchiere senza respirare la freddezza tipica dei centri commerciali, dove incontri centinaia di persone senza guardarle mai neanche di striscio. “Se andiamo a comprare da loro non le costringiamo a chiudere. Il loro valore è importante”.
Spesso sui social in molti si lamentano di tutto e per tutto, ma la realtà commerciale di Villaverla è davvero nutrita e balza all’occhio il numero di esercizi commerciali non appena si entra in paese. Negozi di qualità, anche nomi rinomati, che fanno accorrere da tutto l’Alto Vicentino famiglie che non riescono a rinunciare a certe “eccellenze”.
Il Veneto perde botteghe: i negozi di vicinato chiudono, ma i paesi non sempre resistono
La saracinesca che si abbassa non fa rumore, ma lascia un vuoto. In Veneto, come nel resto d’Italia, i negozi di vicinato chiudono uno dopo l’altro. Ferramenta, cartolerie, piccoli alimentari: attività che per decenni sono state punto di riferimento di quartieri e paesi oggi non reggono più affitti, tasse e la concorrenza di centri commerciali ed e-commerce.
Il bilancio è pesante. Negli ultimi dieci anni le province venete hanno perso centinaia di esercizi tradizionali. A soffrire di più sono i centri storici e i comuni più piccoli, dove la grande distribuzione “assottiglia le attività di vicinato” e aprire una nuova bottega “appare un’impresa quasi impossibile”. Perfino a Venezia la fotografia è impietosa: “Nella città dei turisti e dei bar non c’è più posto” per i negozi storici. Al posto del ferramenta di San Rocco “aprirà l’ennesimo bar”.
Perché chiudono. Tre i fattori che pesano. Primo, i costi fissi: affitti alti e bollette che rendono “insostenibile il commercio cittadino”. Secondo, la grande distribuzione. Terzo, il cambio di abitudini: si compra online o nei grandi centri, anche se 9 acquisti su 10 avvengono ancora nel negozio fisico.
Cosa si può fare
Confesercenti ha depositato una proposta di legge per creare “Zone Economiche Speciali di Prossimità” con sgravi fiscali per chi apre nei centri storici. Anci Veneto spinge per la defiscalizzazione dei comuni montani e a rischio spopolamento. L’obiettivo è uno solo: evitare la desertificazione commerciale.
La sfida è aperta. Perché un paese senza negozi “si compra meglio, ma si vive peggio”. E la scelta, ogni giorno, è nelle mani dei consumatori: il centro commerciale è comodo, ma il negozio sotto casa tiene viva la comunità.
di Redazione AltovicentinOnline