Quanto votato pochi giorni fa dal Consiglio comunale di Villaverla non rappresenta “soltanto” l’uscita del Comune dal Consorzio di Polizia Locale Nord Est Vicentino. È una crepa che al comando del Ne.Vi. difficilmente potrà essere sottovalutata. Non tanto per il peso numerico di un Comune che se ne va, quanto per le motivazioni che hanno portato a quella scelta.
Una frattura iniziata mesi fa
In realtà, la decisione di Villaverla non arriva come un fulmine a ciel sereno. Da tempo l’amministrazione comunale aveva iniziato a manifestare un crescente malessere nei confronti del funzionamento del Consorzio Ne.Vi., contestando il rapporto tra costi sostenuti e servizi ricevuti. Un disagio emerso pubblicamente già mesi fa, quando il sindaco Enrico De Peron rassegnò le dimissioni dalla presidenza dell’assemblea consortile, un gesto che molti lessero come il primo segnale di una frattura ormai difficile da ricomporre. Il voto del consiglio comunale rappresenta quindi il punto di arrivo di un percorso iniziato da lontano, culminato nella scelta di mettere in discussione non tanto l’idea della gestione associata, quanto il modo in cui quella gestione si è concretamente sviluppata negli ultimi anni.
I numeri portati in aula
Nel corso del dibattito consiliare il sindaco ha ripercorso l’evoluzione dei numeri: “una quota finanziaria passata da 105.600 euro nel 2021 agli oltre 122 mila del 2026, l’introduzione di costi fissi superiori ai 30 mila euro e, parallelamente, una progressiva riduzione delle ore effettivamente svolte sul territorio, fino al calo delle attività di polizia stradale, indicate come uno degli indicatori più significativi del servizio reso. Parallelamente sono comparsi costi fissi che in precedenza non esistevano: oltre 21 mila euro nel 2025 e più di 30 mila nel 2026. Ma il dato che ha pesato maggiormente nel dibattito riguarda l’attività sul territorio. Le ore effettivamente svolte sono diminuite progressivamente: dalle oltre 2.300 del 2021 si è arrivati a meno di 1.800 nel 2025. Una parte consistente del monte ore è stata inoltre assorbita dai cosiddetti servizi generali, sottraendo tempo ai controlli esterni. Anche i verbali seguono la stessa curva. Dai 652 del 2023 si passa ai 423 del 2024, fino ai 313 del 2025. In parallelo diminuiscono gli introiti derivanti dalle sanzioni, che scendono da oltre 90 mila euro nel 2021 a poco più di 56 mila euro nel 2025”. Una lettura che, però, non convince l’opposizione che ha parlato di una scelta “illogica e affrettata”, contestando sia la ricostruzione dei benefici attesi sia la possibilità che Villaverla possa ottenere il trasferimento di due agenti del Consorzio, elemento ritenuto fondamentale per mantenere gli attuali livelli di servizio. “Il 19 giugno scorso, in un incontro col Comandante Colombara e il presidente del Cda Michelusi, è stata confermato il trasferimento dei due agenti” precisa il sindaco De Peron.
Ora la sfida si chiama Malo
Il voto del Consiglio segna comunque una svolta. Per la maggioranza il modello del Consorzio Ne.Vi. non era più economicamente sostenibile: costi in aumento e presenza sul territorio in diminuzione hanno convinto l’amministrazione a cambiare strada, guardando verso il comando di Malo.
Ora, non resta che attendere la prova del nove che arriverà nel 2027, quando Villaverla dovrà dimostrare che la scelta di uscire dal Consorzio Ne.Vi. porterà davvero ciò che oggi promette: più presenza sul territorio, maggiore efficienza e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche.
di Redazione AltovicentinOnline
Villaverla lascia il Consorzio Polizia Locale NeVi e punta su Malo