Dopo l’affondo dei consiglieri di minoranza di Fratelli d’Italia, sul caso politico nato con l’entrata di Alleanza Verdi Sinistra in maggioranza con il cambio di casacca di Kaabouri, il sindaco Michelusi rompe gli indugi. Nel mirino, in particolare modo, la consigliera comunale Giulia Scanavin alla quale il primo cittadino manda a dire: “ha scambiato la confusione sua per poca chiarezza mia”.
Ad accendere la miccia sempre il caso Kaabouri, che doveva tenere banco nella ‘seduta segreta’ del consiglio comunale di mercoledì scorso. Un punto mai discusso, avanzato dall’opposizione e volto alle dimissioni dello stesso. Kaabouri, fino a qualche giorno fa nella lista ‘E’qua Thiene-Michelusi sindaco’ e ora di Alleanza Verdi Sinistra, ha lasciato l’aula prima della trattazione e la mozione è stata ritirata.
Se i consiglieri di FdI, Scanavin e Mojentale, parlano di situazione “insostenibile e politicamente ambigua”, Michelusi non arretra dal suo pensiero già anticipato alla stampa. Anzi, alza il tono. “L’altra sera, in consiglio comunale a porte chiuse, la consigliera Scanavin aveva dato l’impressione di aver compreso la mia posizione. Invece, ancora una volta, ha scambiato la confusione sua per poca chiarezza mia. Colgo quindi l’occasione per spiegare la situazione con parole diverse: se nel 2022 il signor Kaabouri -sempre lui-mi avesse offerto l’appoggio di una lista targata AVS, avrei rifiutato. La legge consente a un amministratore di continuare a occupare formalmente un posto tra i banchi della maggioranza anche cambiando casacca durante il mandato, come ha fatto la stessa consigliera Scanavin, aderendo a Fratelli d’Italia. Non esiste invece alcuno strumento per sfiduciare formalmente un consigliere: le dimissioni sono un atto esclusivamente volontario. Ecco dunque spiegato il presunto caos a cui si riferisce la consigliera Scanavin sulla stampa: Kaabouri figura numericamente nel computo dei consiglieri di maggioranza perché lo prevede la legge ma è fuori dal perimetro politico della mia coalizione perché il mio posizionamento è ben distante da una sinistra ‘così a sinistra’ che non mi rappresenta e alla quale mai mi sono appoggiato. Sic est!”.
Testa o croce? Nei numeri contro la politica, in mezzo, c’è Thiene. Dove i cittadini, se mai ne avessero voglia, sono chiamati a districarsi tra cambi di denominazione, perimetri politici e banchi consiliari. E consensi che potrebbero spostarsi, ma questo interessa più i partiti, considerando che nel 2027 si tornerà al voto e i cittadini dovrebbero avere chiaro il quadro politico che governa la città. Sempre che non vogliano fare testa o croce per eleggere il prossimo consiglio comunale e il prossimo sindaco.
di Redazione AltovicentinOnline