Sembrava una normale carta d’identità elettronica, apparentemente autentica nonostante alcuni segni di usura. Ma dietro quell’aspetto consumato si nascondeva una manomissione ben più grave. È quanto scoperto nei giorni scorsi a Thiene, dove un giovane di 22 anni è stato denunciato dopo essersi presentato allo sportello dei servizi demografici del Comune.
A far scattare i controlli è stata proprio l’attenzione del personale comunale, insospettito da un deterioramento anomalo del supporto plastico del documento. Un dettaglio che ha portato alla richiesta di intervento della Polizia Locale del Consorzio Nordest Vicentino.
Gli accertamenti eseguiti dagli agenti hanno confermato i sospetti: la carta d’identità era autentica, ma risultava alterata. In particolare, quella che poteva sembrare una semplice usura si è rivelata essere una manomissione eseguita con estrema precisione, finalizzata all’asportazione del microchip integrato nel documento.
Un’operazione definita “chirurgica”, tanto da risultare difficilmente individuabile a un occhio non esperto. Il microchip, infatti, è l’elemento centrale della Carta d’Identità Elettronica, contenente i dati anagrafici e biometrici del titolare e necessario per l’identificazione digitale e l’accesso ai servizi online.
Il giovane è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza, mentre il documento è stato posto sotto sequestro per ulteriori verifiche.
Nel frattempo, il personale della prima unità operativa del Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino ha avviato approfondimenti per chiarire le motivazioni alla base della manomissione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori non si esclude che i microchip rimossi possano essere destinati a utilizzi illeciti.
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza dei controlli e sulla sicurezza dei documenti elettronici, sempre più centrali nella gestione dell’identità personale e digitale.