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Schio. Fischietti in festa, la ‘Aldo Frezza’ ne fa 40: ‘Prima dell’arbitro, l’uomo’

E’ una lunga storia fatta di passione e di impegno quella che ha portato la sezione arbitri ‘Aldo Frezza’ di Schio ha superare quota 40 anni di attività. Un traguardo che la pandemia ha solo posticipato di un anno, un anno dove le attività sono potute riprendere non senza qualche difficoltà.

Non mancava praticamente nessuno – dai vari presidenti, ai collaboratori storici sino ai rappresentati provinciali e regionali di AIA e FIGC – ieri alla cerimonia iniziata alle 17 con un omaggio ufficiale in municipio dove il Sindaco Valter Orsi e l’Assessore allo Sport Aldo Munarini hanno ricordato il grande valore di un’associazione che è un vanto per la città oltre che per l’intero comprensorio.

L’inaugurazione della prima sezione nel 1982

Una festa, quella del quarantennale, che per tutta la serata è poi proseguita come un lungo grande abbraccio tra passato e presente: da quel 1 luglio 1981 quando alcuni temerari ebbero l’ardire di pensare ad una sezione anche a Schio. Quando il 22 maggio 1982 venne inaugurata la prima sede presso i locali  delle scuole di Magrè, fu subito intitolata ad Aldo Frezza, arbitro scomparso a soli 29 anni per i postumi di un grave incidente stradale: con competenza territoriale su 35 Comuni dell’Alto Vicentino, la nuova sezione vantava già 76 associati diretti dal primo Presidente Antonio Spillare.

Alla fine della stagione sportiva 1989/1990 Spillare lasciò l’incarico di Presidente della Sezione a Samuele Levato: sono gli anni dell’ingresso delle prime quote rose con i primi pionieri del calcio a 5 per Schio.

Natalino Tagliapietra assistente in serie A

Chiusa l’attività col fischietto in mano, arricchita da presenze anche internazionali, a dirigere le sorti della sezione fu quindi Natalino Tagliapietra: anni rigogliosi, con promozioni in tutti i settori. A mettersi in evidenza, in modo particolare, Sebastiano Peruzzo e Anna De Toni, promossi alla CAN C e Daniele Orsato con Alessia Lazzaretto promossi alla CAN A e B al termine della stagione 2005/2006.

E’ sotto la presidenza di Emanuele Zenere che si corona però il momento più alto per le ‘giacchette nere’ ora in Via Marconi: il 17 dicembre 2006 Daniele Orsato è designato per arbitrare la partita di serie A Siena – Atalanta. Un secondo esordio nella massima divisione, arriverà tre anni dopo con Sebastiano Peruzzo, il più giovane arbitro italiano a debuttare nel campionato più prestigioso nella direzione del match Cagliari-Udinese.

Anna De Toni, arbitro internazionale nel 2007

Presidente in quel periodo, fino al 2016 quando si è insediato l’attuale, Giampietro Maino col quale la sezione arrivò al più alto numero di associati, superando le 160 unità: tanti ancora i traguardi, impossibili citarli tutti, che hanno fatto della Frezza un fiore all’occhiello riconosciuto in tutta la penisola quale sinonimo di eccellenza.

Eccellenza che fa coppia con l’umanità: l’umanità di uomini e donne che prima di essere arbitri sono persone e portatori di valori dentro ma soprattutto fuori dal campo di gioco: lo ha ricordato con grande emozione l’attuale capo dei fischietti di Schio, Michele Dalla Vecchia, raccontando la gioia di rappresentare una sezione dove accanto ai tanti momenti di formazione, non sono mancate le partite a scopa e le serate a scherzare in compagnia.

Una famiglia dove ascoltare e dare l’esempio sono gli insegnamenti più alti e mai fuori moda: un esempio fatto di poche parole e di tanta concretezza, quasi l’identikit di quell’uomo straordinario più volte anche simpaticamente tirato in ballo che è Daniele Orsato. 259 le partite dirette finora in serie A, oltre 40 quelle in Champions League, miglior arbitro del mondo nel 2020 e ora, a quasi 47 anni, unico fischietto italiano designato ai mondiali in Qatar: eppure, non è solo presente nella vita sezionale, ma corre dove viene chiamato per dare un supporto e tenere qualche lezione tecnica e non disdegna nemmeno qualche capatina a vedere i colleghi più giovani esordire nei campi della provincia.

Peruzzo e Ossato si allenano con Pierangelo Ruaro

E’ proprio il suo l’ultimo saluto, seduto tra Alessandro Giallatini e Ciro Carbone, i due assistenti che lo accompagneranno in Qatar a novembre: arriva ormai a tarda ora dopo una giornata ricca di emozioni intense e di ricordi che affiorano tra sorrisi e qualche lacrima. Anche la voce di Orsato tradisce commozione quando parla dei suoi affetti e della sua soddisfazione nel vedere crescere nuovi talenti senza mai scordare quel ‘Schio’ che ricorre più volte nel suo discorso, quasi la più belle delle medaglie quell’appartenenza esibita con l’orgoglio di chi, frantumato record dopo record, non ha mai scordato il punto di partenza. Il tempo di regalare un copia della sua divisa usata nella finale di Champions a Natalino Tagliapietra, mentore e amico: “Mi scrive anche adesso, ogni partita” – racconta Orsato – “persino tra un tempo e l’altro. Quello che sono lo devo ai suo tanti insegnamenti e alla vicinanza che mi ha dimostrato in questi lunghi anni: non potrei avere osservatore migliore, anche se spero che al Mondiale non mi marchi così tanto stretto” – ha concluso suscitando l’ilarità dei presenti.

Il tempo di un brindisi ed è già il momento di pensare al prossimo traguardo: ma per scaramanzia, come più volte ricordato tra il serio e il faceto durante l’evento, non si dice quale sarà. Dalla sezione Aldo Frezza per ora è tutto, linea al prossimo successo.

Marco Zorzi

La fotogallery del quarantennale