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Breganze – Fara – Sarcedo – Colceresa. Stasera il convegno per combattere la flavescenza nella vite

Le Amministrazioni dei Comuni dei Breganze, Colceresa, Fara Vicentino e Sarcedo si sono ritrovate insieme da qualche mese per condividere il problema delle manifestazioni epidemiche causate dalla flavescenza dorata che purtroppo hanno assunto dimensioni sempre maggiori e molto serie, non solo nei nostri territori, ma in tutta Italia e non solo. Un’unione di forze che si concretizzerà stasera con un convegno appositamente organizzato con inizio alle 20.30 a Breganze.

La flavescenza dorata è una malattia che colpisce la vite, estremamente pericolosa perché ha effetti devastanti per i vigneti tanto da incidere sulla produzione fino ad annullarla.

I sintomi della flavescenza si evidenziano su foglie, germogli, tralci e grappoli, alcuni sono riconoscibili già a partire da metà maggio altri sono più tardivi e maggiormente visibili da metà agosto a fine settembre.

Per combattere e prevenire la flavescenza dorata occorre abbattere la popolazione dell’insetto vettore mediante il ricorso a trattamenti insetticidi, monitorare accuratamente i vigneti con lo scopo di intercettare le prime piante con sintomi sospetti, estirpare immediatamente le piante infette per poi infine eliminare le ceppaie e, qualora si dovesse posticipare tale operazione, contrastare la produzione di polloni ponendo particolare cura alla prevenzione nei giovani impianti.

In attesa di nuove disposizioni normative è utile ricordare che accanto agli obblighi di interventi insetticidi l’ultimo Decreto Regionale maggio 2021 dispone che in tutto il territorio regionale ogni proprietario e/o conduttore di piante di vite è obbligato, durante la stagione primaverile-estiva, a rimuovere la vegetazione o a capitozzare le piante con sintomi riconducibili a flavescenza dorata, e ad estirparne le ceppaie entro la successiva stagione invernale.

Per l’inosservanza delle misure di contenimento è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro.

La Regione Veneto con il suo Servizio Fitosanitario è impegnata nell’attività di monitoraggio della presenza della malattia e del vettore, attraverso il coordinamento di un’azione capillare sul territorio, finalizzata alla raccolta dei dati e alla loro divulgazione, oltre che all’individuazione dei momenti più opportuni per l’esecuzione dei trattamenti.

Acanto al lavoro regionale, anche le Amministrazioni hanno intrapreso un’attività di verifica dei vigneti incolti e abbandonati, presenti nei Comuni, con l’obiettivo di cercare di sensibilizzare i proprietari sull’importanza della coltivazione o quanto meno su una puntuale pulizia delle aree.

E’ importante non perdere un patrimonio vitivinicolo che rappresenta una fonte di reddito di tantissimi agricoltori e una ricchezza ambientale per le nostre comunità, ma soprattutto favorire la percezione dell’urgenza d’intervento: da questo l’idea di un incontro pubblico per stasera martedì 3 maggio 2022 alle ore 20:30 presso la Sala Polifunzionale in Via General Maglietta a Breganze.

Alla serata interverranno il Tecnico dell’U.O. Fitosanitario Regione Veneto Sergio Carraro che parlerà del ‘Monitoraggio regionale, lotta obbligatoria e controlli’ e il Professor Nicola Mori dell’Università di Verona che spiegherà ‘L’Aggiornamento sul contenimento dei vettori di flavescenza dorata’.

A moderare la serata il Vicepreside dell’Istituto Agrario Parolini di Bassano del Grappa, Professor Loris Cerantola.

Dopo questo evento il testimone passerà al Consorzio Tutela Doc Breganze affinché si adoperi per coordinare le attività dei soci sul tema, così da lavorare assieme e condividere tutte quelle azioni che sono fondamentali per rallentare e limitare la malattia, tra cui un monitoraggio costante per un’identificazione precoce dei sintomi.

“Abbiamo unito le forze e le energie come Amministratori perché occorre avere una visione territoriale del problema del fenomeno flavescenza” – spiegano i referenti comunali di Breganze, Colceresa, Fara Vicentino e Sarcedo. “Solo attraverso un lavoro collettivo di contrasto alla malattia, che tenga anche conto della sostenibilità ambientale, potremmo raggiungere dei buoni risultati e trovare le soluzioni, ricordando che l’ambiente, il rispetto della natura, la qualità dei prodotti sono temi che interessano l’intero territorio e di conseguenza tutti noi”.

di Redazione AltoVicentinOnline