Sembra non esserci via d’uscita ormai.
La Lega è nel pieno della tempesta, proprio mentre i sondaggi certificano l’onta che Salvini temeva di più: il sorpasso, seppur di misura, del partito di Roberto Vannacci su via Bellerio. Secondo l’ultima rilevazione YouTrend per Sky TG24 Futuro Nazionale supera per la prima volta la Lega nelle intenzioni di voto, dopo settimane di aggancio e testa a testa.
Sul crinale di questa frattura si piazza Simonetta Matone, deputata, ex capo segreteria di Vassalli, oggi “generalessa” della Lega del centro‑sud. E le sue parole sono una raffica: “In Lega finirà malissimo”, “Vannacci usa parole luride”, “È stato un errore farlo entrare in Lega”. Fino all’affondo interno: “Zaia? Vuole fottere Salvini. Me l’hanno detto ex leghisti veneti che parlano con lui”. Al Nord, Luca Zaia da mesi chiede un vero congresso e avverte che un partito di Vannacci può “affossare la Lega”.
Salvini ha risposto convocando una due giorni a Treviso il 4‑5 luglio per “ricompattare” il Carroccio. Ma Matone, che difende i parlamentari del Sud , da Simona Loizzo a Nicola Ottaviani, fino ad Anastasio Carrà, annuncia che potrebbe disertare: “Che vado a fare? A farmi insultare? A Treviso ci vado solo se è un evento di pace, non di divisione. O così o me ne vado. Adieu”.
Sul tavolo c’è la sopravvivenza della Lega nazionale costruita da Salvini. I sondaggi Swg e Ixè mostrano da mesi Futuro Nazionale in crescita costante mentre la Lega scivola, stretta fra il governo di Meloni e la destra “sporca e cattiva” del generale.
Matone, che rivendica di parlare “in francese con Nordio” e non accetta “parole becere”, riconosce però che Vannacci è “oltre il 5,3 per cento” perché intercetta un elettorato “che dal M5S guarda a lui” e “crede a parole base”. Intanto nel centro‑sud il sottosegretario Claudio Durigon viene dato in odor di corteggiamento da Fratelli d’Italia: “O la Lega si ritrova in amicizia e lealtà o scompare”, è l’avvertimento.
Separare la Lega in due tronconi, Nord e Sud? “Non avrebbe senso”, ha dichiarato la stessa Matone. L’“intuizione” salviniana del partito nazionale, però, “si è esaurita” e servirebbe un rilancio che oggi nessuno vede. Treviso, fra meno di un mese, dirà se il Carroccio ha ancora un futuro comune o se la “generalessa” e molti altri cercheranno davvero “un altro partito”. I leghisti del Nord sbraitano e vogliono la vecchia Lega che aveva al centro i temi e la gente del Nord, ma al Sud i leghisti che hanno creduto nel partito ricordano che il Carroccio ebbe il suo boom di consensi quando si è passati a livello nazionale. Adesso tutti a dare addosso a Matteo Salvini, ma ci si dimentica che quando diventò Capitano la Lega era al 3%. Riuscì a portarlo al 30% e se si vuole a tutti i costi Zaia al vertice del partito adesso, i leghisti devono accettare una volta per tutte quello che è stato promesso per decenni, che ha fatto spendere soldi per un referendum inutile e che è risultato irrealizzabile. E qui non è colpa di Salvini se si è venduto fumo con un federalismo, che è stata una presa in giro a tutto i livelli. Ma veramente c’è ancora chi ci crede?
di Redazione AltovicentinOnline
Salvini su Vannacci: “Riflessione sul vincolo di mandato, c’è gente che ha cambiato tre partiti”