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Autismo. Se ne va Sonia Zen, presidente Angsa e mamma guerriera

La comunità dei genitori dei ragazzi autistici del Veneto si è svegliata con una notizia che ha trafitto il cuore di mamme e papà.

Si è spenta nella notte tra mercoledì e giovedì Sonia Zen, presidente di Angsa. Residente a Rosà, era la mamma di Andrea, di Matteo e Ada. Una donna guerrigliera, che ha messo la propria esperienza personale a disposizione di tante famiglie smarrite, nel momento della diagnosi di autismo del figlio.

Da oltre 20 anni era presidente dell’associazione più importante d’Italia ed è stata anche consigliere nazionale.

Incredulità e dolore in tutto il mondo della disabilità, in cui Sonia ha lottato per i diritti dei ragazzi affinchè avessero diagnosi precoce, cure e riabilitazione comportamentale. Sedeva a tutti i tavoli tecnici per portare le istanze dell’esercito di quei genitori che spesso presi da una vita difficile non riescono a parlare e a raccontare il proprio disagio nella convivenza con la disabilità del figlio: lo faceva lei, in rappresentanza di chi non riusciva a tirare fuori la voce soffocata dal dolore e dall’ansia del ‘dopo di noi’.

Con Sonia Zen è nata una nuova generazione di genitori che non hanno più voglia di chiudersi in casa con dei figli bizzarri.

“Grazie a Sonia, dopo aver avuto la diagnosi di mio figlio Corrado, ho capito che dovevo rimboccarmi le maniche perché nonostante il verdetto dei medici che avevano ‘condannato’ ad un disturbo che dura tutta la vita e per il quale non c’è cura, dovevo fornire gli strumenti necessari a lui per stare in mezzo alla gente – racconta C.L., 48 anni di Thiene – Fu lei, 15 anni fa, a raccontarmi che dopo anni di lavoro era riuscita a portare il suo Andrea a Gardaland. Me lo raccontò così entusiasta di quell’avventura che mi diede il coraggio di andarci anche io con mio figlio, che a quei tempi era una ‘scheggia impazzita’. Sonia era una mamma combattiva, si prendeva cura di noi genitori ed aveva un pensiero sempre per i nostri figli. La prima terapista che mi arrivò a casa me la mandò proprio lei. Andava in Regione perché venissero rispettati i Lea per i nostri figli. E’ stata lei a dialogare con i candidati che si succedevano durante le campagne elettorali di questi anni a portare nei palazzi istituzionali le problematiche dei nostri figli. Aveva a cuore il ‘dopo di noi’ – conclude la mamma di Corrado – ed il suo sogno era quello che ai nostri ragazzi venisse assicurato un futuro dignitoso con progetti di residenzialità adeguati ai loro problemi”.

“Sonia Zen è stata presidente dell’associazione Angsa Veneto e fondatrice insieme a Leda, Antonella e Mariano dell’associazione Autismo Triveneto – racconta Antonio Tammaro, di Sarcedo, ex assessore al Sociale, consigliere comunale e ‘papà speciale’ – Una donna e una mamma speciale. La sua forza, la sua determinazione e la sua disponibilità sono e saranno per i cittadini e per noi amministratori un esempio. Lascia un grande vuoto nella famiglia e nell’associazionismo, ma lascia anche una grande eredità, fatta di cultura, amore per il prossimo, difesa delle persone più fragili. Spetta a noi cittadini, ma soprattutto agli amministratori locali, di fare buon uso di questa eredità”.

“Ho avuto il privilegio di essere sua ospite e vedere lei in casa con suo figlio, nel contesto di una famiglia che aveva saputo accettare e convivere con l’autismo di Andrea, ha segnato il mio percorso di mamma – racconta Teresa M., ‘mamma speciale’ di Schio – Quando ebbi la diagnosi di mio figlio Marco credetti di morire, pensai che la mia vita fosse finita, che non avrei più vissuto niente di normale. Vedendo Sonia tra le mura domestiche con il suo Andrea capii che si poteva vivere nonostante l’autismo. Grande cuoca, era di una generosità incredibile, sempre a disponibile a ricevere persone in casa e a dare loro conforto. Solitamente noi genitori di bimbi autistici facciamo fatica a mostrare la nostra intimità, invece lei aveva uno slancio umano che lasciava il segno”.

N.B.

La Redazione di Altovicentinonline porge sentite condoglianze a Roberto, Andrea, Matteo e Ada.