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Torrebelvicino. Pestato a sangue per portargli via l’auto.Catturato l’uccel di bosco’

Si chiude il cerchio con un doppio arresto sul caso di Torrebelvicino, il paese dell’Alto Vicentino che il primo dell’anno, ebbe gli onori della cronaca per un episodio di violenza che colpì l’opinione pubblica. Due nomadi, di cui uno arrestato lo scorso 3 marzo, rapinarono Fiorenzo Cortiana, un uomo che mentre stava uscendo dal garage, l’Alfa 33 a cui era legato da decenni, venne picchiato selvaggiamente dalla coppia di malviventi che riuscì a dileguarsi dopo avergliela portata via.

Ieri è stato arrestato dai carabinieri di Schio, che non hanno mai abbassato la guardia in questi mesi, per consegnare alla giustizia gli autori del feroce episodio, il ricercato dell’inchiesta. Dopo Antonio Bradjdic, 26enne, è toccato a Marco Hudorovich, 44 anni, anche lui senza fissa dimora. I militari dell’Arma non hanno dubbi.

Sarebbero proprio i due slavi gli autori del pestaggio del metalmeccanico 55enne che presentò denuncia ai carabinieri dopo essere stato trascinato per metri e colpito ripetutamente in faccia e all’addome da quei rapinatori spietati, disposti a tutto pur di portargli via l’auto datata, che però, Cortiana curava come fosse un figlio. Teneva quell’Alfa in garage, per lui era una reliquia e quando quella mattina, i due banditi fecero blitz nel suo garage in contrada Ligonto, non lasciò andare i due ladri.

 

Si agganciò alla portiera dell’auto e venne trascinato per metri dai malviventi che ripartirono a tutto gas pur di portare a termine il loro piano criminale. Tutto questo per un’autovettura. I militari, ascoltato attentamente il racconto della vittima, che venne ricoverata in ospedale per l’aggressione subita, avviarono le indagini.

Due mesi e nella rete finì prima il ventiseienne, prelevato mentre giocava ai videopoker in un bar di Monza. Ieri è toccato al 44enne che si stava recando da un’amica a Treviso quando gli investigatori del Capitano Gardin lo hanno braccato, dopo averlo pedinato per ore. I carabinieri hanno creato le condizioni per eseguire la cattura e scongiurare ogni pericolo di fuga da parte del criminale che ora si trova in carcere e dovrà fare i conti con la giustizia.

Si chiude così il cerchio attorno ad un fatto di cronaca che fece scalpore e turbò i cittadini dell’Alto Vicentino, sgomenti e sotto choc per le modalità con cui venne consumata la rapina. 

Natalia Bandiera