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Schio. Arrestato lunedì per estorsione, scarcerato, commette una rapina. Nuovamente preso

Era stato arrestato lunedì scorso, con l’accusa di estorsione, dopo che, assieme ad un complice, aveva preteso 70 euro per restituire al legittimo proprietario una bici rubata. Il giorno dopo, il giudice lo aveva rimesso in libertà con obbligo di non mettere piede in tutta la provincia di Vicenza e ieri,

è finito nuovamente in manette per rapina . Alayete Marouen, 27enne tunisino senza fissa dimora, è accusato di essersi impossessato del ciclomotore Malaguti Phanton, del portafogli e del cellulare di un giovane, aggredito nel sottopassaggio di Porta Venezia a Schio. Era assieme ad un altro magrebino quando hanno affrontato la vittima intimandogli di consegnare lo scooter. All’esitazione del malcapitato, la coppia di delinquenti avrebbe reagito spintonando e scaraventando sull’asfalto il proprietario del ciclomotore. Quindi, i due malviventi sono fuggiti facendo perdere le tracce.
Immediate, sono scattate le indagini dei carabinieri per l’identificazione degli autori della rapina, con l’acquisizione delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino.

La svolta al caso, nella giornata di ieri, quando il giovane si è presentato negli uffici della compagnia dell’Arma di via Maraschin per formalizzare la denuncia e casualmente ha riconosciuto sul giornale la foto del magrebino che lo aveva rapinato: era Alayete Marouen, arrestato lunedì. Il tunisino era sul giornale proprio per quell’arresto. Il giorno dopo, processato per direttissima, il giudice ne aveva deciso la libertà con l’obbligo però, di non mettere piede nella provincia di Vicenza.

Il ragazzo non ha avuto alcun dubbio nel riconoscere in quel giovane tunisino colui che lo aveva aggredito e rapinato. A quel punto, gli investigatori si sono messi alla ricerca del malvivente. E’ stato individuato, nel pomeriggio in pieno centro a Schio, mentre stava passeggiava tranquillamente. E’ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e ora si trova in carcere a disposizione della magistratura, in attesa che il gip tramuti il fermo in una ordinanza di custodia cautelare. E chissà che stavolta dietro le sbarre ci stia.

Ore contate per il suo complice, che è stato identificato ed è ricercato.

N.B.