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Schio. Emergenza profughi. Il Prefetto chiede i locali del De Lellis, la dg risponde ‘no’

Il Prefetto Eugenio Soldà chiede la possibilità di ospitare migranti nella sede dell’ex ospedale De Lellis di Schio, ma la dg Carraro risponde ‘picche’. E’ accaduto oggi, in tarda mattinata, dopo la richiesta avanzata dal capo del Governo di Vicenza che si era rivolto alla dirigente dell’Ulss4 dopo aver appreso che nell’ex ospedale De Dellis avrebbero potuto trovare rifugio i nuovi profughi sbarcati in questi giorni.
Pare che il Prefetto abbia intenzione di procedere con la requisizione dell’immobile.
‘La lettera inviata con posta elettronica certificata dalla dg Carraro, dopo la richiesta non accolta da parte del Prefetto, è stata scritta dopo aver informato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – si legge nella nota ufficiale inviata dalla stessa Ulss 4 che ha messo la stampa locale al corrente della situazione – è stata messa nero su bianco l’indisponibilità dell’Unità locale Socio Sanitaria Altovicentino a mettere volontariamente a disposizione della Prefettura di Vicenza la sede dell’Ex ospedale “De Lellis” di Schio’.

La reazione di Zaia

“L’ennesima follia: immigrati a stretto contatto con cittadini che si recano ancora oggi a ricevere cure e servizi. C’è ancora tempo perché si eviti questa rischiosa assurdità. Mi auguro una tempestiva marcia indietro. Il Prefetto sappia sin d’ora che vigileremo sui limiti entro i quali egli eserciterà i suoi poteri”.

Lo dice il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, informato oggi dell’intenzione del Prefetto di Vicenza di utilizzare le strutture non aperte al pubblico dell’Ex Ospedale De Lellis di Schio per collocare una quota non ancora definita di immigrati.

“Tanto perché sia chiarita ai veneti l’enormità di quello che si sta compiendo, rendo noto che, pressochè adiacente al corpo che si vorrebbe utilizzare per ospitare immigrati, sorge la cosiddetta ‘Piastra’ che, dopo l’apertura dell’Ospedale Unico di Santorso, ospita un’ampia gamma di servizi sanitari diurni alla popolazione”.

“Non v’è chi non veda – prosegue Zaia – che, come a Quinto, a Eraclea, Conetta di Cona, si vada a sovrapporre un’emergenza, anche mal gestita, alla vita quotidiana della popolazione, aggravata, in questo caso, dal fatto che si tratta di una struttura sanitaria che, pur senza ricoveri, funziona e eroga cure alla gente”.

“E’ emblematico – conclude il Governatore – che uno Stato con centinaia di migliaia di immobili inutilizzati, e che per giunta non riesce neppure a vendere, venga a gravare di un’emergenza le efficienti strutture sanitarie venete. Anzi, più che emblematico, direi provocatorio”.