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Schio. Operazione “Drug Bust”. Dietro le sbarre 36enne con 80 g. di ‘erba’

I carabinieri lo avevano notato spesso alla guida di una fiammante Audi A 3, eppure risultava disoccupato e viveva a 36 anni con i suoi genitori. L’altra sera, il blitz antidroga nell’abitazione di Marco Carretta, scledense residente nei pressi della stazione ferroviaria. Nella sua stanza da letto, 80 grammi di maijuana, 18 grammi di hashish, bilancia elettronica e materiale vario per il confezionamento della droga. Sotto sequestro anche la somma contante di 10.500 euro in banconote di diverso taglio. Denaro ritenuto provento dell’attività alla quale sarebbe stato dedito il 36enne: quella dello spacciatore.

 

Come ha spiegato stamattina, il neo comandante della compagnia dei carabinieri di Schio Vincenzo Gardin, l’arresto di Marco Carretta rientra nel filone d’inchiesta che nei giorni scorsi, ha portato all’arresto del narcotrafficante Rachid Bary, conosciuto come Kedday. Come si ricorderà, il nordafricano era stato trovato in possesso di 13 kg di ‘erba’, di 30 grammi di cocaina e di oltre 14mila euro in contanti. Le perquisizioni avevano interessato anche i comuni di Caltrano, dove Keddafi era residente e di Marano, dove il marocchino aveva a disposizione un garage, utilizzato come deposito della droga.

Proprio mentre indagavano su Keddafi, i militari del nucleo operativo della compagnia di Schio si erano imbattuti in  Carretta. Con lui gli investigatori sono entrati in azione mercoledì sera, fermandolo per strada e trovandolo per parte dello stupefacente addosso. Il resto lo hanno poi trovato a casa.

“Drug Bust” il nome dell’operazione che ha portato i militari dell’Arma di Schio al sequestro, in totale, di oltre 24 mila euro, nel giro di pochi giorni. ‘Pur essendo la situazione calma, il problema della droga c’è –   ha concluso il comandante Gardin – Il livello di THC riscontrato nella sostanza sequestrata è molto elevato. Il tipo di marijuana, con quel principio attivo, poteva creare dipendenza. Noi stiamo lavorando per tutelare i più deboli, cioè i ragazzi che ne fanno uso, e che rischiano di entrare nel tunnel . L’indagine, comunque è ancora in corso, e si prospettano nuovi sviluppi’.

di redazione Thiene on line