Prima i graffi sulla carrozzeria, ora la risposta della sua squadra per la quale gioca. La società Silva Marano ha tutta l’intenzione di dare una mano a Evans Ogbaje, 27 anni, che nei giorni scorsi ha subito raid vandalico: la sua auto, parcheggiata sotto casa. è stata sfregiata con profondi graffi, disegni osceni e scritte omofobi. I danni supererebbero i 3 mila euro.
Ogbaje, capocannoniere del campionato di seconda categoria, nelle ultime settimane era finito al centro dell’attenzione dopo aver raccontato pubblicamente la sua storia: la fuga dalla Nigeria a 13 anni a causa della sua bisessualità e il viaggio verso l’Italia su un barcone. Da allora sono arrivati insulti e minacce per il suo orientamento sessuale. L’ultimo episodio è stato il raid contro la sua automobile, sul quale sono in corso accertamenti per individuare i responsabili.
La vicenda ha suscitato una vasta ondata di solidarietà. Lunedì il sindaco di Marano, Marco Guzzonato, ha ricevuto Evans in municipio per esprimergli la vicinanza dell’amministrazione comunale. Messaggi di sostegno sono arrivati anche da Arcigay e dai consiglieri regionali Luisetto e Cunegato.
La raccolta divide i social
Se da una parte la campagna ha raccolto donazioni e attestati di vicinanza, dall’altra ha acceso un vivace dibattito sui social dove sono comparsi anche commenti critici: non tanto per l’episodio vandalico, quanto per la scelta di ricorrere a una raccolta fondi.
C’è chi sostiene che “le raccolte fondi dovrebbero essere riservate a chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena”, osservando che esistono persone costrette a rivolgersi alla Caritas per mangiare. Altri ritengono che, essendo stata la stessa società sportiva a promuovere l’iniziativa, avrebbe potuto farsi carico direttamente della spesa per il carrozziere. Non manca, inoltre, chi si domanda se il danno possa essere coperto da un’assicurazione.
Tra i commenti ricorre anche un tema più generale: la condizione degli anziani. Alcuni utenti chiedono perché non vengano organizzate raccolte fondi analoghe per pensionati in difficoltà, “persone che hanno lavorato una vita e oggi sopravvivono con pensioni insufficienti”. Un confronto che, al di là del caso specifico, ha trasformato la vicenda in un terreno di discussione più ampio sulle priorità della solidarietà e su chi debba beneficiarne.
Resta il fatto che la raccolta è volontaria: chi desidera contribuire può farlo, mentre chi non condivide l’iniziativa può semplicemente scegliere di non partecipare.
di Redazione AltovicentinOnline
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