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Muzan e covid, in 34 dicono no al vaccino. C’è il primo decesso

Pugno di ferro da parte del presidente del Muzan di Malo Elisa Gonzo dopo il rifiuto di 34 operatori a vaccinarsi. Nella casa di riposo, in queste ore, si è registrato il primo decesso e i casi di coronavirus rimangono 39.

Una situazione che è precipitata nelle ultime settimane, ma sulla quale si contava di reagire innanzitutto con il vaccino, al quale 59 dei 60 ospiti vaccinabili hanno detto sì.

Nota drammatica sulla quale ha preso posizione Elisa Gonzo è il rifiuto di 34 dipendenti di iniettarsi il farmaco anti covid. Mentre 68, sui totali 102, hanno firmato il consenso rendendosi disponibili ad inoculare la loro dose.

Per questo nella mattinata di oggi, mercoledì 5 gennaio, è stata fatta recapitare una lettera a tutti gli operatori, mettendo in rilievo l’importanza della vaccinazione, “mettendo in rilievo l’importanza del farmaco sia per gli addetti sanitari che per tutto il personale”.

I vertici della struttura contano in un ripensamento entro venerdì, quando si valuteranno altre decisioni da prendere.

La situazione, riferisce una nota stampa arrivata alle redazioni giornalistiche locali, è molto complessa all’interno della casa di riposo, dove la scomparsa di un degente che era stato infettato dal virus ha gettato tutti nello sconforto. Una situazione che sembra essere precipitata dato che il Muzan era rimasto immune fino a due settimane fa, nonostante fosse sotto organico e con delle difficoltà economiche che hanno portato in questi giorni ad una raccolta fondi che ha finora fruttato circa 25mila euro.

Non si tratta comunque di un caso isolato, quello che si sta vivendo all’interno della struttura maladense è lo specchio di gran parte delle Rsa venete, dove il numero dei decessi è ben più alto e si sta fronteggiando la corsa ai vaccini alla quale non tutti gli operatori rispondono subito sì.

di Redazione Altovicentinonline