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Sicurezza a Schio. Il déjà-vu della movida, Cioni: “lo avevamo detto prima noi”

A Schio la sicurezza torna al centro del dibattito politico. E, puntuale, arriva anche il déjà-vu: “Lo avevamo detto prima noi”. A rivendicarlo è Alex Cioni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, dopo l’annuncio dell’ordinanza con cui l’amministrazione interviene sulle chiusure anticipate e sulla vendita serale di bevande alcoliche nel centro storico. Il provvedimento sarà in vigore dal 28 settembre al 26 novembre e viene presentato dal Comune come una misura temporanea, destinata a verificare sul campo gli effetti delle restrizioni.

La stretta sulla movida: cosa prevede l’ordinanza
Dal 28 settembre al 26 novembre, nel centro storico di Schio, alcuni esercizi di vicinato del settore alimentare e misto e determinate attività artigianali dovranno chiudere alle 20, senza possibilità di riaprire prima delle 6 del mattino. Dopo le 20 sarà vietato anche l’accesso dei clienti ai locali interessati e la vendita attraverso distributori automatici accessibili dall’esterno. La misura arriva dopo le segnalazioni di cittadini, residenti ed esercenti e dopo i controlli della Polizia Locale Alto Vicentino e delle altre Forze dell’Ordine. Le criticità indicate riguardano in particolare piazza Almerico da Schio, via Romana Rompato e via Capitano Sella, dove sono stati segnalati stazionamenti prolungati, consumo di alcolici, schiamazzi, abbandono di rifiuti ed episodi violenti. Non si tratta però di un coprifuoco generalizzato per tutto il centro. Restano fuori dal provvedimento, tra gli altri, farmacie, parafarmacie ed edicole. Bar, ristoranti, pizzerie d’asporto, gelaterie e attività analoghe possono continuare a lavorare, mentre dalle 20 alle 6 viene vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche in bottiglie di vetro o lattine. Sono inoltre previste deroghe in occasione di eventi organizzati, patrocinati o sostenuti dal Comune. La sindaca Cristina Marigo presenta l’ordinanza come una misura mirata e temporanea, destinata a verificare se le restrizioni producano gli effetti sperati. Ed è proprio qui che si innesta la polemica politica.

“Lo avevamo detto prima noi”
Cioni non contesta la necessità di intervenire. Al contrario, rivendica il fatto che il tema della sicurezza e del degrado fosse già stato portato in Consiglio comunale dalla minoranza. Il capogruppo di FdI ricorda in particolare una mozione presentata ad aprile, nella quale erano state avanzate proposte che, a suo dire, andavano nella stessa direzione delle misure oggi adottate dalla Giunta. Il problema, sostiene Cioni, è che quelle proposte furono bocciate dalla maggioranza, che all’epoca avrebbe accusato l’opposizione di fare allarmismo e ricondotto la questione soprattutto alla revisione del Regolamento di Polizia Urbana. Ora, però, arrivano le restrizioni: ed è proprio questa la contraddizione che l’esponente di FdI mette al centro del suo intervento: prima le proposte vengono respinte, poi vengono adottati provvedimenti che intervengono sugli stessi problemi. Una sorta di “ve l’avevamo detto”, con tanto di rivendicazione politica. Cioni sostiene infatti che per mesi la minoranza abbia portato in Consiglio interrogazioni, mozioni e proposte concrete sulla sicurezza, trovando una maggioranza inizialmente contraria alle sue impostazioni. Oggi, secondo il consigliere, alcuni degli strumenti indicati allora vengono invece utilizzati dall’amministrazione.

La mozione che torna in consiglio
La questione non si ferma però all’ordinanza. Lunedì sera il parlamentino di Schio sarà chiamato a discutere una mozione sulla sicurezza. E anche qui Cioni contesta l’impostazione scelta dalla maggioranza. “Dopo quanto è successo dentro e fuori il consiglio in questi mesi, la maggioranza non può pretendere che noi accettiamo la trasformazione della mozione in una semplice ricognizione dell’attività della Giunta. Siamo disponibili a discutere e a modificare il testo, come non abbiamo alcun problema a riconoscere ciò che l’amministrazione ha fatto, tanto è vero che lo abbiamo scritto noi stessi nella nostra mozione. Quello che non condividiamo è l’idea che il consiglio comunale debba limitarsi a prendere atto delle iniziative della giunta”. “Una mozione consiliare – sottolinea il capogruppo di FdI – serve a dare un indirizzo politico che noi in questi mesi abbiamo provato a dare dai banchi della minoranza. Se la maggioranza ritiene che il percorso sia già quello giusto, non dovrebbe avere difficoltà ad accogliere un impegno del Consiglio a rafforzarlo, a coinvolgere ulteriormente le autorità provinciali e a verificarne i risultati”.

A Schio la sicurezza diventa anche una gara a chi l’aveva detto prima
Sul piano amministrativo, ora sarà l’ordinanza a parlare: dal 28 settembre scatteranno le nuove limitazioni e il Comune potrà verificare concretamente quali effetti produrranno. Sul piano politico, invece, il confronto è già partito: da una parte c’è la giunta che rivendica un intervento temporaneo e mirato sulla sicurezza e sulla vivibilità del centro. Dall’altra c’è Cioni che guarda alle carte dei mesi precedenti e rivendica il suo “lo avevamo detto prima”. E così, mentre Schio si prepara a sperimentare la stretta sulla movida, il consiglio comunale si trova davanti a un’altra partita, tutta politica: chi aveva visto arrivare il problema per primo e chi, invece, ha deciso di intervenire dopo?.

di Redazione AltovicentinOnline

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