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Thiene. La replica di Scanavin a Michelusi: “Ho controllato il lavoro della maggioranza, non sono stata eletta per appoggiarla”

La decisione annunciata dal sindaco Michelusi di non ricandidarsi apre il confronto politico anche sul ruolo dell’opposizione. E a intervenire è Giulia Scanavin, capogruppo di “Giulia Scanavin Sindaco per Thiene – FDI”, che rivendica il lavoro svolto in questi anni tra controlli, accessi agli atti, interrogazioni e segnalazioni. «Rispetto la decisione che oggi dichiara di aver assunto – esordisce Scanavin – e gli auguro sinceramente di poter dedicare alla famiglia e ai suoi affetti il tempo che ritiene di aver sacrificato e perduto in questi anni».

Poi, però, arriva la precisazione politica. Scanavin contesta infatti l’idea che la sua attività di consigliere di minoranza possa essere indicata come una delle ragioni alla base della scelta del primo cittadino di non ripresentarsi agli elettori. «Se un sindaco decide di non ricandidarsi, faccio fatica a comprendere come questa scelta possa essere ricondotta all’attività di un consigliere di minoranza. Io, semplicemente, ho svolto il ruolo per il quale sono stata eletta».

Un ruolo che, secondo Scanavin, comporta necessariamente il controllo sull’operato dell’amministrazione. «Non avevo i numeri per governare. Avevo, quindi, il dovere di controllare. E questo ho fatto con estrema serietà, trasparenza e responsabilità, sempre cercando di lavorare sui fatti e sui dati, non sulle impressioni».

Nel suo intervento, la capogruppo ripercorre quindi alcune delle principali questioni sulle quali, nel corso del mandato, ha chiesto approfondimenti e verifiche: dalla sicurezza alle telecamere, dall’Istituto Musicale ai regolamenti comunali, dalle fideiussioni alle società partecipate, dalle fusioni al bilancio, dai lavori pubblici fino al Parco Sud.

«Il controllo, per me, non è mai stato fine a se stesso – sottolinea –. In diverse occasioni è servito anche a tutelare l’Ente e ad evitare che determinate situazioni potessero trasformarsi, nel tempo, in problemi ben più difficili da gestire e sull’orlo di rischi ben peggiori».

Scanavin rivendica anche la scelta, in alcune circostanze, di sottoporre le questioni all’attenzione degli organismi istituzionali competenti, citando Procura, ANAC e Corte dei Conti. «Non l’ho fatto per attaccare qualcuno e mi scuso se ho causato qualche mal di testa al primo cittadino», afferma con una battuta. «L’ho fatto perché credo che chi ricopre un ruolo pubblico debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni e, quando ritiene di trovarsi davanti a una situazione poco chiara, non possa semplicemente voltarsi dall’altra parte».

Per la consigliera, dunque, trasparenza e controllo rappresentano elementi essenziali dell’attività politica e istituzionale: «Per me la trasparenza non è uno slogan e il controllo non è una forma di accanimento». Lo stesso vale per gli accessi agli atti, che Scanavin considera uno degli strumenti fondamentali a disposizione di chi siede tra i banchi dell’opposizione. «Non sono stati una forma di persecuzione nei confronti degli uffici. Sono uno degli strumenti attraverso i quali un consigliere di minoranza può esercitare il proprio mandato. Se il controllore controlla, forse non è proprio una sorpresa».

Scanavin respinge inoltre l’accusa di essersi limitata alla critica. «Se ritenevo – sulla base degli elementi che avevo a disposizione – che la maggioranza avesse lavorato poco, male o in modo non adeguato su determinate questioni, avevo il diritto e il dovere di dirlo. E non mi sono limitata a criticare: dove possibile ho cercato di proporre soluzioni concrete».

Il passaggio più politico della replica riguarda però proprio la decisione di Michelusi di non ricandidarsi. Scanavin invita a non dare per definitiva una scelta che, nel quadro politico, potrebbe ancora cambiare. «Sarei anche prudente nel considerarla una decisione definitivamente scolpita nella pietra. La politica, del resto, è anche l’arte di trovare accordi oggi e di modificare strategie, alleanze e modalità domani. Quindi prendo atto di quanto dichiarato oggi, senza avere la pretesa di sapere cosa accadrà domani».

E soprattutto, secondo la capogruppo, le ragioni di una eventuale mancata ricandidatura andrebbero ricercate altrove: nella capacità di costruire consenso, nella composizione delle liste, negli accordi politici e nel rapporto tra una maggioranza e i propri sostenitori.

«Prima di attribuire alla mia minoranza la responsabilità di una scelta politica – afferma – forse sarebbe più utile interrogarsi sulla capacità di costruire consenso, sulle liste che si riescono a mettere insieme, sugli accordi raggiunti o mancati e sui sostegni politici che una maggioranza riesce a mantenere nel tempo. E questo dobbiamo chiederlo a Michelusi».

La rivendicazione del ruolo svolto 

«Io continuerò serenamente a fare il mio lavoro. Con serietà, trasparenza e responsabilità. Anche quando questo significa essere scomoda». E aggiunge: «Non sono stata eletta per compiacere la maggioranza, né per difendere feudi che non ho, ma per rappresentare chi ha scelto di affidarmi un ruolo di opposizione e controllo».

Un principio che Scanavin sintetizza così: «Chi governa, governa. Chi è in minoranza controlla, critica quando ritiene che qualcosa non funzioni e propone, quando può, alternative concrete. È la democrazia».

Infine, una battuta che racchiude il tono dell’intera replica: «Quanto alla presunta influenza che avrei avuto sulla scelta di Michelusi di non ricandidarsi, lasciatemi almeno questa soddisfazione: non sapevo di avere un simile potere».

E conclude con una definizione che rivendica come propria cifra politica: «Non sapevo di essere diventata io il problema della maggioranza. Una con la schiena dritta».

di redazione AltovicentinOnline

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