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Reddito di cittadinanza, con un lavoretto non si perderà

I beneficiari del reddito di cittadinanza potranno mantenere “un lavoretto” nel settore dell’agricoltura o del turismo senza perdere il sussidio, se il contratto sottoscritto – stagionale o intermittente – non determina un beneficio economico oltre i 3 mila euro lordi. E’ questa una delle modifiche al reddito di citaddinanza inserite nell’ultima bozza della manovra. L’altra novità prevede che tutti i disoccupati che ricevono l’assegno possano essere chiamati dai Comuni per dei lavori socialmente utili.

Come cambia

L’ultimo testo della legge di bilancio conferma la riforma: il sussidio rimarrà in vigore fino al 31 dicembre del 2023, poi cambierà. Per chi invece è in grado di lavorare – le persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) – il reddito finisce prima, prenderanno l’assegno solo per otto mesi, fino ad agosto. Su oltre un milione di famiglie con il reddito di cittadinanza, la relazione tecnica della manovra individua 404 mila nuclei interessati dalle nuove norme.

Formazione

L’anno prossimo la platea degli “occupabili”, che riceverà il sussidio solo per otto mesi, parteciperà obbligatoriamente a corsi di formazione (per almeno sei mesi) e di riqualificazione professionale per aggiornare le proprie competenze. Fino alla fine di agosto i disoccupati continueranno a prendere il reddito di cittadinanza, ma il beneficio potrebbe decadere anche prima se non si frequentano i corsi di formazione o se si rifiuta un’eventuale proposta di lavoro. Saranno le regioni a trasmettere all’Anpal gli elenchi dei soggetti che non rispettano l’obbligo di frequenza ai corsi di formazione.