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Schio. Chi è Gigi Dall’Igna, il genio scledense padre della Ducati campione del mondo

Ieri a Valencia la Ducati si è laureata campione del mondo, facendo man bassa di titoli con il clamoroso tris piloti, costruttori e team.

Ma se in pista a comandare è la classe del pilota Francesco “Pecco” Bagnaia, dietro le quinte c’è il genio di Gigi Dall’Igna, ingegnere e manager scledense, thienese di nascita, che della moto vincente è anima e mente.

Nato nel 1966 a Thiene, si è diplomato all’Itis Silvio De Pretto di Schio nel 1985, per laurearsi in ingegneria meccanica all’università di Padova qualche anno dopo, con una tesi su un telaio monoscocca in carbonio destinato alle corse FIA dei prototipi, l’allora Gruppo C.

Ma la sua passione per i motori è diventata presto una professione, passando per Aprilia, Piaggio, Ferrari, ed entrando a far parte del gotha mondiale dei top manager delle corse sportive.

Dal 2014 alla Ducati Corse in veste di Direttore generale, Gigi Dall’Igna è diventato subito il responsabile del progetto Desmosedici in MotoGP, innescando quella rivoluzione totale che ha portato alla vittoria nella stagione 2020, dopo ben 13 anni, del titolo costruttori, subito replicato l’anno successivo, e portando infine, con il successo di ieri, la “sua” Desmosedici sul gradino più alto del podio piloti.

Vincere in GP era il mio sogno, ed è per questo che sono venuto alla Ducati”. Sono queste le prime parole dopo la vittoria del geniale ingegnere e top manager scledense.

Ce l’abbiamo fatta, è stata difficile e lunga, ma è stato un bel viaggio. È bellissimo poter festeggiare con tutte le persone della Ducati, anche con chi ha lavorato a casa, vorrei averle tutte qua con me. Ma – ha aggiunto Dall’Igna, con un occhio alla prossima stagione – bisognerà lavorare ancora tanto, perché sicuramente gli altri non staranno a guardare.”.

Ma non è lui l’unico vicentino a gonfiarci il petto d’orgoglio. Nel team vincente della Ducati Corse, con il ruolo di Model-Based Designer, c’è anche il giovane ingegnere chiuppanese Alberto Terzo.

Così, cinquant’anni dopo l’ultima accoppiata di moto e pilota italiani campioni – fu allora il mitico Agostini su MV Augusta – torna a sventolare il tricolore.

Tanta qualità per una squadra compatta e vincente, ma anche tanto tanto altovicentino in questo ennesimo successo mondiale tutto italiano.

F.C.