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Cogollo. Compie trent’anni la cometa di San Zeno voluta dal Gruppo Casale

Illumina tutta la Valle dell’Astico ed è impossibile non scorgerla tra le creste selvagge subito sotto il massiccio del Monte Cengio da dove sembra dominare l’intera piana, visibile già dal ponte di Sant’Agata e su fino alle ultime contrade di Arsiero.

La stella che dal 1990 si accende durante il periodo natalizio, è il segno che il Gruppo Sportivo e Ricreativo di Casale ha voluto regalare a quanti passano nella zona, simbolo quasi orgoglioso di una piccola comunità che si è sempre contraddistinta per operosità e intraprendente spirito di iniziativa.

Il grosso telaio che raggiunge i 16 metri di lunghezza per oltre 4 di altezza, si compone di 180 lampadine e ogni anno viene portato a piedi nel piccolo pianoro antistante l’eremo di San Zeno dopo una camminata in salita verso quota 534 metri dove si trova la chiesetta che sarebbe stata edificata addirittura in epoche anteriori l’anno 1000.

Una ventina gli uomini che salgono e che con pazienza, anno dopo anno, si incaricano di installarla dopo un’attenta revisione: “I primi anni” – racconta Marina Panozzo attuale vicepresidente del GSR Casale mentre il presidente Ruggero Lorenzato è proprio alle prese coi lavori di posa della stella – “la luce veniva garantita tramite un gruppo elettrogeno a benzina e questo significava che specie a ridosso della vigilia ci si dava il cambio per assicurarsi che non si spegnesse mai. Negli anni successivi, sempre con risorse proprie, il nostro gruppo ha optato per elettrificare tutto e così ci si è attrezzati con un cavo molto spesso lungo più di 500 metri ed ENEL ha provveduto ad attivare un contratto ad hoc”.

Un impegno diventato tradizione, tra un bicchiere di buon brulè e la voglia di ritrovarsi assieme: “Anche se tutto ciò che si fa ha un costo in termini di tempo oltre che di denaro” – prosegue Panozzo – “per il Gruppo Casale questo non è mai stato un freno perchè già chi ci ha preceduto nei vari direttivi che si sono susseguiti ha sempre ragionato rimettendoci, piuttosto di rinunciarvi. E questo approccio coraggioso ci ha consentito di fare tante belle cose, eventi e anche opere. Ovviamente tutto reso possibile grazie non solo ai membri del gruppo, ma anche alle famiglie e ai tanti simpatizzanti che con grande generosità si sono sempre offerti di dare una mano”.

Quest’anno la stella è tornata al suo posto, già operativa dall’8 dicembre, dopo che il 2020 e l’avvento della pandemia era riuscito a bloccarla per la prima volta: solo una pausa, in attesa di tornare a brillare ancora più splendente.

Marco Zorzi

L’installazione della stella negli anni ’90