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113 morti in un anno sul posto di lavoro in Veneto, ma sembra non importare a nessuno

“Il bilancio di fine anno è drammatico: 113 morti sul lavoro in Veneto nel 2022”: otto in più dello scorso anno. Ed è “la seconda regione in Italia per numero di decessi dopo la Lombardia sia per numero di decessi totali che per infortuni mortali in occasione di lavoro”. L’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre, racconta l’emergenza sicurezza sul lavoro in Veneto attraverso i numeri delle vittime. Perchè dicono che qui “l’incidenza di mortalità risulta essere più elevata rispetto alla media nazionale”. La media mensile della mortalità in Veneto è di nove morti bianche. “L’emergenza non tende a risolversi. Anzi, si aggrava nella nostra regione- commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre- si tratta di dati drammatici, soprattutto considerando che da questi numeri, rispetto al 2021, sono quasi completamente spariti gli infortuni mortali per Covid. Teniamo a sottolineare ancora una volta questo aspetto dell’indagine, perché porta ad una conclusione molto tragica: gli incidenti mortali accaduti nel 2022, esclusi i casi Covid, sono aumentati notevolmente rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. Il che appare “particolarmente vero” per alcuni settori, come l’edilizia passata da otto decessi del 2021 a 15 della fine del 2022. “Ed ora, ad amplificare il fenomeno infortunistico in Veneto arriva anche la conferma per il terzo mese consecutivo della regione in zona arancione; ovvero- spiega Rossato- quella in cui l’incidenza di mortalità risulta superiore rispetto alla media nazionale, insieme a quella ancor più drammatica rappresentata dalla zona rossa”. Da gennaio a dicembre 2022 il Veneto ha un’incidenza infortunistica di 35,6; valore più alto di quello medio nazionale che è di 35 morti sul lavoro ogni milione di occupati

A fine del 2022, sono due le province venete in zona rossa: Belluno e Verona. Ed è Belluno la provincia veneta in cui i lavoratori rischiano di più (indice di mortalità pari a 69,9 infortuni mortali ogni milione di lavoratori, valore praticamente doppio rispetto alla media regionale di 35,6 e a quella nazionale di 35). A Verona è di 49,5. Seguono Venezia e Rovigo che, con 43,1, sono in zona arancione; e poi Vicenza in zona gialla (34,7); mentre Padova (23,5) e Treviso (17,9), sono le uniche province venete che continuano a rimanere in zona bianca. Guardando i numeri assoluti, sono 113 le vittime sul lavoro da gennaio a dicembre 2022 in Veneto: 74 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 39 nel percorso casa-lavoro. Nel 2021 erano 105 (27 in itinere). C’è dunque un incremento degli infortuni mortali nella circolazione stradale (12 in più). In Veneto si verifica oltre il 10,4% delle morti bianche d’Italia. Per quanto riguarda i 74 decessi in occasione di lavoro nel 2022 sono stati a Verona (20), Venezia (15), Vicenza (13), Padova (nove), Treviso (sette), Belluno (sei), e Rovigo (quattro). Capitolo infortuni: le denunce sono cresciute del 20,8% risetto alla fine del 2021: erano 69.427 a fine 2021, sono 83.885 a fine 2022. Quello delle attività manifatturiere è il settore più colpito in occasione di lavoro (14.020 denunce), seguito da sanità (11.091; denunce raddoppiate rispetto alla fine del 2021), trasporti (4.851) e costruzioni (4.214). E’ la provincia di Treviso quella con più denunce di infortunio: 16.185. Seguono: Vicenza (16.032), Verona (15.919), Venezia (15.229), Padova (14.425), Belluno (3.223) e Rovigo (2.872). Infine, sono 32.966 le denunce delle donne lavoratrici e 50.919 quelle degli uomini. Le denunce dei lavoratori stranieri sono 18.898 (il 22,5% del totale).

M5Stelle: “Servono controlli e personale”

“Il Veneto è tra le poche regioni in cui i morti sul lavoro sono aumentati nel 2022 rispetto all’anno precedente, in controtendenza rispetto al dato nazionale che vede un calo dei decessi del 10,7%: ancora una volta il Veneto è maglia nera per la sicurezza sul lavoro”. Così Erika Baldin, capogruppo del Movimento 5 stelle in Regione, commentando i dati Inail diffusi oggi. In Veneto le denunce d’infortunio con esito mortale sono state 113 nel 2022, +7,6% rispetto al 2021 quando furono 105. Tra le denunce dello scorso anno in regione, 39 riguardano infortuni mortali in itinere e 74 in occasione di lavoro. A livello nazionale il trend è opposto: decessi in calo, nel 2022 le denunce all’Inail sono state 1.090, 131 in meno rispetto alle 1.221 registrate nel 2021 (-10,7%). E allora Baldin torna alla carica: per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, “occorre prima di tutto aumentare i controlli. Ma qual è oggi la situazione degli Spisal in Veneto? Il personale in servizio al 30 novembre 2022 è di 261 unità, contro una richiesta di assumere personale per 447 unità da parte delle Ulss venete con l’autorizzazione ad assumere fino a 359 unità: una carenza di quasi 200 professionisti secondo le Ulss, ma comunque un centinaio rispetto all’organico previsto dalla Regione”. E nei prossimi mesi, in base ai dati dell’Area Sanità e Sociale della Regione ottenuti con un recente accesso agli atti, altri 15 lavoratori andranno in pensione. “Ma quale sicurezza nei posti di lavoro pensa di ottenere la Giunta Zaia?” chiede Baldin, che conclude: “E pensare che la Toscana ha 400 tecnici Spisal a fronte di una minor popolazione e di un numero di aziende da controllare decisamente inferiore”.