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Arsiero. Il comitato ‘Salva Tovo’ vince il secondo round: la centrale idroelettrica finisce ko

 

Forse non ci speravano fino in fondo nemmeno loro ma quando hanno capito che il progetto della centrale idroelettrica non sarebbe stato approvato nemmeno stavolta, hanno letteralmente fatto i salti di gioia.

 

Una quindicina di attivisti del comitato ‘Salva Tovo’ di Arsiero sono andati di persona venerdì per assistere in presa diretta a Venezia al secondo ‘no’ deciso alla conferenza dei servizi della Regione Veneto, che dopo il blocco del progetto della centralina da parte della soprintendenza ai beni ambientali del giugno scorso aveva demandato la decisione proprio in questi giorni.

 

A congelare per una seconda volta la realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica, che vedrebbe tra le altre opere per la produzione di energia anche la costruzione di una tubatura lungo il Tovo di circa 2 chilometri sotto la committenza di Impianti Astico S.r.l. di Thiene, è stato ancora una volta il parere negativo della soprintendenza, con la motivazione che la presenza della centralina avrebbe peggiorato la situazione paesaggistica in una zona comunque parzialmente antropizzata.

 

Oltre ai rappresentanti dei residenti della Valle hanno partecipato alla riunione anche il sindaco di Velo d’Astico Giordano Rossi, presidente di Impianti Astico S.r.l., i rappresentanti di Arpav, l’avvocato del comitato Maria Pia Rizzo ed il sindaco di Arsiero Tiziana Occhino, che ha confermato pubblicamente il suo appoggio agli attivisti, contraria ‘per una maggiore tutela del territorio che questa amministrazione rappresenta’.

 

Il presidente Giordano Rossi incassa la sconfitta con cavalleria, ma ci tiene a ribadire che la centralina non va assolutamente bollata come un’opera ambientale devastante. ‘Non sono certo arrabbiato per questo nuovo stop al progetto, perché non si tratta altro che del dialogo garantito della democrazia. Se di battaglia vogliamo parlare, è comunque rispettabilissima da entrambe le parti. Il comitato ha le sue ragioni, ma il nostro scopo è comunque quello di migliorare la qualità ambientale utilizzando energia pulita, e dire che questo impianto è un male andremmo contro il protocollo di Kyoto, le direttive europee e regionali contro la riduzione delle polveri sottili ed il surriscaldamento del pianeta. E’ vero che la centrale utilizza l’acqua del ruscello, ma dopo la restituisce tutta, che è quello che non fanno i due acquedotti. Non è un mostro ecologico, ma un edificio armonicamente rispettoso dell’ambiente’.

 

‘Siamo enormemente soddisfatti – ha detto la portavoce del comitato Silvia De pretto – ma sappiamo bene che abbiamo vinto solo una battaglia, e non la guerra. Adesso tutto si deciderà oltre i confini regionali. La nostra attività non si ferma oggi, ma questa decisione è un segnale per tutti ed uno sprone a non mollare’.

 

La decisione finale è infatti adesso demandata a Roma al consiglio dei ministri, dove si deciderà se il comitato potrà portarsi a casa una vittoria storica.

 

 

Marta Boriero