AltoVicentinOnline

Schio. Green pass al lavoro, farmacie in tilt: ‘Fatichiamo a gestire la clientela ordinaria’

Se non ancora un allarme, sicuramente un grido di aiuto che difficilmente potrà essere ignorato.

A lanciarlo le farmacie di tutto il comprensorio, dove seppur in misura diversa in base alla dislocazione territoriale, è unanime la preoccupazione per un’escalation nella richiesta di tamponi che sembra non assestarsi nemmeno a ridosso dell’entrata in vigore dell’obbligo di esibizione della certificazione verde nei luoghi di lavoro il prossimo venerdì 15 ottobre.

Sono ancora molti infatti i lavoratori sprovvisti del green pass, si stima in tutto il territorio nazionale oltre 6milioni e l’Alto Vicentino non fa eccezioni sia che si parli di pubblico o di aziende private.

A ben rappresentare la situazione che sta letteralmente sconvolgendo la routine delle farmacie, la storica attività di Via Pasini a Schio che pur trovandosi in una zona a traffico limitato, ha registrato un crescendo vorticoso di richieste raccontato anche attraverso un simpatico video quasi a esorcizzare una tensione palpabile, un ironico siparietto nella pagina social della farmacia dove il telefono squilla incessantemente e l’interlocutore dall’altra parte della cornetta pone sempre la stessa domanda: “Fate tamponi? Avete posto”?

Alcune farmacie in zona sono arrivate ad assumere personale dedicato, ma almeno per ora la Farmacia di Chemello Paola SAS tiene duro: “Non è semplice” – racconta la dottoressa Arianna Kalogerakis, figlia dell’attuale titolare – “siamo passati da una media di 40 tamponi al mese processati fino a luglio ai circa 20 tamponi al giorno delle ultime settimane. Ma in questi giorni le previsioni sono di arrivare a superare molto probabilmente i 40: se  consideriamo quindi un dato settimanale spalmato su sei giorni di apertura, andiamo a quasi 250 test effettuati. Per noi, e parliamo di un’attività modesta su una piccola superficie in termine di metri quadri, significa veramente stravolgere la quotidianità”.

Considerazioni comunque misurate e pazienti, di un team che fin da subito si è messo a disposizione di un’emergenza senza precedenti seguendone l’evoluzione dal punto di vista sanitario tanto quanto di pari passo da quello legislativo: “Non sono stati mesi facili” – prosegue la dottoressa Kalogerakis – “ma lo spirito è quello di affiancare l’azienda sanitaria e aiutare i nostri cittadini, non poteva che essere così. Poi certo, la contingenza ci costringe a stringere i denti perchè un quantitativo tale di tamponi presuppone che una persona ci si debba dedicare in modo esclusivo sottraendo quindi forza lavoro alle restanti necessità ‘ordinarie’ della nostra attività. E qualche volta una persona nemmeno basta: tra esecuzione del test, registrazione e stampa dei certificati il lavoro è davvero molto oneroso. Ma come avventurarsi con nuove assunzioni se non vi sono prospettive certe sul futuro della norma? Tutto questo senza poi trascurare che a volte la fila degli avventori in attesa di esito, scoraggia altri clienti in cerca magari del classico medicinale da banco”.

E se preoccupa il perdurare di una richiesta sempre più pressante coi lavoratori poi concentrati in determinati orari e in giorni specifici – lunedì, mercoledì e sabato – conforta almeno che tra le fila dell’esercito del green pass ‘usa e getta’ qualcuno cominci a interrogarsi sul da farsi: “Non solo per motivi evidentemente economici” – asserisce la farmacista scledense – “ma specie in alcuni anziani o comunque persone più mature questo corto circuito crea il bisogno di conferme e di punti fermi da parte di persone competenti. Più di altre, le persone in età più avanzata sono state infatti travolte da una serie di informazioni in contrasto tra loro: figli, TV, conoscenti. Un mix esplosivo: magari semplicemente non si sono vaccinati perchè non sono stati informati e seguiti anche in legittime perplessità che qualche volta invece trovano il coraggio di esternare a noi, stressati anche dalla continua necessità di ricorrere al tampone oltre che stanchi di vivere sospesi nell’incerto. E indipendente dalla questione green pass, se possiamo fare un po’ di chiarezza ne siamo lieti”.

Marco Zorzi