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Thiene. Don Livio Destro: “Il lavoro dona dignità all’uomo. La politica deve garantirlo”

La Religione per Don Livio è un fatto concreto. E’ un sacerdote moderno, che lavora tutto il giorno e tra una messa e l’altra segue mille attività. La sua vocazione non è stata immeditata e i momenti di debolezza hanno contribuito ad avvicinarlo a Cristo fino a convincerlo a voler rimanere un ‘prete’ per sempre. Don Livio Destro è un Monsignore sorridente che dietro alla sua proverbiale aria conviviale cela profondità di concetti degna delle migliori figure religiose. Un sacerdote, ma anche un uomo vero, che vede nel lavoro la base della dignità umana e ha parole di comprensione per tutti, anche per gli intolleranti.

Don Livio, siamo in piena campagna elettorale per le regionali. In che modo la religione può aiutare la politica?

I valori e i principi della religione possono aiutare gli elettori e gli amministratori a riconoscere il valore del bene comune. La politica deve avere una visione trasparente e deve avere attenzione per le esigenze concrete delle famiglie e delle vicissitudini della società e in questo, i principi della religione possono dare indicazioni Giustizia e verità, che sono valori di Cristo, dovrebbero essere valori che gli amministratori applicano costantemente.

Secondo lei, come deve essere una persona politica, dal punto di vista umano?

Deve essere una persona capace di dare il buon esempio attraverso il suo comportamento. Il lavoro per il bene comune deve essere il suo obiettivo ed è fondamentale che sia onesto nelle sue scelte e abbia formato i suoi valori nella democrazia. E non dimentichiamo che deve anche essere competente nel suo lavoro. In politica non ci si può improvvisare.

C’è molta violenza nella società e molti partiti cavalcano l’onda dell’intolleranza con slogan molto spesso violenti. Li condanna?

Prima di criticare o incattivirsi ulteriormente, bisogna cercare di capire i disagi che la società di oggi ha fatto emergere. Se parliamo di immigrazione, dobbiamo comprendere le difficoltà che nascono quando culture diverse si incontrano. Non è giusto esasperarci creando divisioni insanabili, ma non dobbiamo dimenticare l’importanza della salvaguardia degli italiani che vivono nel loro paese.

Ci sono stati episodi recenti che sono stati commentati con feroce violenza attraverso i social network. Può l’essere umano essere così cattivo e insensibile?

A volte è esasperazione più che cattiveria. Le persone in difficoltà che non riescono a vedere una via d’uscita vanno in crisi ed è normale che si creino situazioni di intolleranza che, in altre circostanze, sarebbero quasi sicuramente affrontate con atteggiamento diverso.

Qual è l’atteggiamento giusto per affrontare una questione umanitaria? E qual è il ruolo dei Servizi Sociali?

Bisogna fare riflessioni pacate, facendo attenzione però a non creare discriminazioni quando si cerca di fare ‘inserimenti’. Le Caritas delle parrocchie lavorano per aiutare la persona. Nel caso di questo territorio, bisogna avere una delicatezza particolare con le persone del posto che, anche quando sono in pesanti difficoltà, non chiedono perché si sentono umiliati. I Servizi Sociali devono tutelare le persone in difficoltà osservando con occhio di riguardo quelle persone che hanno bisogno d’aiuto e non hanno il coraggio di chiederlo.

Qual è secondo lei il problema principale che ha creato questo meccanismo di cattiveria e intolleranza?

La mancanza di lavoro. Il lavoro è necessario per la dignità, avere un’occupazione rende sicuri. C’è una frase che non cambierei per nulla al mondo: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro’. Questa frase racchiude il senso della dignità. Lavorare non solo per guadagnare soldi, ma per fare, per costruire. Ognuno può darsi da fare per mettere a disposizione attività proprie. Quando manca il lavoro si tende ad andare in depressione e quindi a chiudersi. Per questo seguo un gruppo di persone disoccupate che stanno ritrovando la forza per reinserirsi.

Qual è quindi il dovere primario di un politico?

Deve garantire il lavoro e combattere clientelismi e corruzione che tolgono la dignità. Un politico deve essere attento ad aiutare i più svantaggiati, perché quando si parte dai più deboli, non si esclude nessuno. Un buon politico deve creare le condizioni per bilanciare diritti e doveri.

Il sacerdote ha un ruolo importante nella società. E’ una specie di insegnante per i suoi fedeli. Che ruolo ha l’omelia della Messa?

L’omelia è la spiegazione della Parola di Dio e deve essere concreta e comprensibile. Dio ha condiviso l’umanità con l’incarnazione. La parola di Dio oggi si deve riconoscere nella società, spiegandola con esempi veri e adatti ai tempi. Un sacerdote deve conoscere bene la società nella quale vive, per poter dare ‘insegnamenti’ o sollievo attraverso la Parola di Dio. C’è un detto che calza a pennello: Se vuoi insegnare il latino a Pierino, prima devi conoscere Pierino’. Significa che la persona viene prima di tutto.

Cosa deve fare un sacerdote per essere efficace?

Deve saper emozionare. L’omelia deve colpire al cuore, deve emozionare. Papa Francesco sta dicendo le stesse cose che hanno detto gli altri Papi. Però lui è in grado di emozionare, di trasmettere i concetti al cuore.

C’è una soluzione per migliorare la vita’?

Bisogna ricordare che nessuno è tanto povero da non poter dare e nessuno è tanto ricco da non poter ricevere. Secondo me l’empatia può salvare il mondo. Provare a mettersi al posto degli altri e comprenderli è una cosa grandiosa. L’empatia salva i matrimoni. Può salvare il mondo intero.

Anna Bianchini