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Valli del Pasubio. Non era un monopattino e non erano ragazzi incoscienti…

La verità, prima di tutto. Ieri una foto è diventata virale: una persona a bordo di quello che a prima vista sembrava un monopattino, sulla Strada degli Eroi.

Sdegno e una pioggia di critiche che comprensibilmente dalle pagine social del Soccorso Alpino Veneto sono rimbalzate sulle principali testate giornalistiche regionali e non solo: ne hanno parlato persino il ‘Positano notizie’ e lo storico ‘Giornale di Sicilia’.

Comprensibilmente, ma sbagliando: AltoVicentinOnline compreso. Anzitutto non si trattava di un monopattino, ma di un monoruota: poco male, direte.

Ma c’è di più: alla guida non c’era un irresponsabile in cerca di farsi male, ma Fabio Borgarelli, soccorritore affiliato ad ANPAS, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, una fra le più grandi associazioni laiche di volontariato in Italia.

Assieme ad un collega, come raccontato in un post, nella storica via che porta al Pasubio ci stava andando per ragioni che mai si sarebbero potute ipotizzare: “Il monoruota” – scrive Borgarelli – “a qualcuno di voi potrà sembrare inadeguato ai sentieri di montagna, ma questo è il nostro ‘mulo’, che ci permette di muoverci sui percorsi alpini, in maniera agile ed ecologica.

Non inquinano, sono silenziosi e ci consentono di spostarci in armonia e rispetto per l’ambiente.
Proprio per queste sue caratteristiche riconosciute, esiste una squadra di monoruotisti soccorritori affiliata ad ANPAS che opera sul territorio nazionale.

Sabato eravamo in due con le nostre ruote a risalire la Strada degli Eroi per rendere omaggio ai Leoni di Liguria con una visita al cimitero militare della Brigata, sul monte Pasubio.

Un istante di raccoglimento, e per la via degli Scarrubbi, senza sollevare polvere, siamo scesi a valle”.

Doveroso dire, non tanto per chi lavora con la carta stampata, quanto per chi come il Soccorso Alpino quotidianamente è chiamato a salvare vite, che in altre in occasioni benché non immortalati, i monopattini di turisti improvvidi si erano visti davvero e la foto, ad un’analisi meno accurata, poteva ingannare.

Ma chiarito l’equivoco dalla viva voce degli interessati, per chi mette la notizia e l’informazione onesta prima di ogni altra convenienza, era doveroso spiegare e ripristinare la verità dei fatti. Oltre che augurare anche a questi volontari monoruotisti un buon lavoro: l’incidente ‘diplomatico’ è stata l’occasione per conoscervi. Con la promessa di ritornare a raccontare di voi e della vostra preziosa presenza.

di Redazione AltoVicentinOnline