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Calvene. La nuova differenziata ha eliminato ‘l’albero della vergogna’

Calvene ha detto addio alla raccolta del rifiuto secco porta a porta e a pochi mesi dal cambio di rotta la decisione del sindaco Andrea Pasin sembra aver colto nel segno.

Il nuovo metodo della raccolta, attivo da dicembre 2017, che prevede adesso campane e cassonetti per le zone più impervie, sta soddisfacendo cittadini ed amministratori, in particolare perché grazie al nuovo metodo di conferimento sono stati eliminati i cumuli di sacchi di immondizia a causa dei quali Calvene sembrava avere, come racconta il sindaco stesso, un aspetto da terzo mondo.

‘La raccolta del secco – ha spiegato infatti Pasin – era fino a dicembre organizzata con il porta a porta, ma il nostro paese non ha purtroppo la conformazione territoriale per permettere una raccolta senza problemi per gli operatori, così i cittadini riunivano i sacchetti in vari punti, anche per cercare di velocizzarne il lavoro. Questa prassi ha portato ad avere cumuli di immondizia che, dal venerdì pomeriggio al sabato mattina, giorno della raccolta, richiamavano topi, cani e gatti, e chiaramente era antiestetico. Non mi sembrava né dignitoso né decoroso per il paese e per i miei concittadini’.

Pasin ha così optato per la nuova raccolta con campane grigie ‘easy’ a chiave, svuotate 2 volte la settimana, e cassonetti stradali più piccoli per le zone periferiche, svuotati una sola volta, che hanno così tolto di mezzo quel bruttissimo ‘albero della vergogna’ che rovinava l’aspetto del paese.

Anche per la raccolta dell’umido i bidoni marroni zonali sono stati incrementati (7 in più) e svuotati settimanalmente nel periodo invernale (1° ottobre/31 maggio) e due volte la settimana durante il resto dell’anno (1° giugno/30 settembre).

Per il compostaggio domestico sono state invece da poco approvate delle regole più restrittive, sia per limitare le problematiche igienico-sanitarie, sia per ridurre i contenziosi tra privati, definendo con precisione le distanze da rispettare dai confini (5 metri) e fabbricati di terzi (10 metri), secondo le nuove direttive dell’azienda sanitaria regionale.

‘Non solo siamo ritornati in un certo senso sui nostri passi – ha spiegato ancora Pasin – perché abbiamo scelto quello che è più idoneo al nostro territorio, che non sempre è quello che va bene per gli altri, ma abbiamo realizzato 2 nuove oasi ecologiche per favorire i cittadini più distanti dal centro, e pulito 400 caditoie per il corretto deflusso delle acque meteoriche. per evitare gravi danni in caso di forti piogge. Tutti questi cambiamenti erano necessari per migliorare la qualità della vita dei cittadini’.

 

Marta Boriero