AltoVicentinOnline

“Ci sto affare fatica”: giovani al lavoro per i beni comuni a Breganze, Sarcedo e Zugliano

Si sono impegnati per la cura del loro territorio e hanno restituito luce e un volto nuovo agli spazi esterni dell’oratorio, alle scuole dell’infanzia e agli impianti sportivi di Breganze, alle elementari Vecellio e ad alcune panchine e portabandiera di Sarcedo e a Villa Giusti Suman e alla piazza di Zugliano. Giovanissimi al lavoro, con il progetto ‘Ci sto affare fatica’, un percorso di cittadinanza attiva promossa dalla Cooperativa Radicà, si è conclusa nell’Alto Vicentino il 16 luglio 2021.

Il progetto si è svolto grazie alla sinergia e ai contributi dei Comuni di Breganze, Sarcedo e Zugliano, della Fondazione Cariverona e degli sponsor Cooperativa Consumatori Marostica, La Brenta, Banca di Verona e Vicenza, Aquila Service Srls, Sacet Srl – Commercianti di Breganze – Le Botteghe di Breganze, Officina Stellare, Compagnia Siderurgica, NeroNobile. Il progetto ha avuto l’intento di stimolare i ragazzi a valorizzare al meglio il tempo estivo, attraverso attività concrete di cittadinanza attiva e cura dei beni comuni, affiancati e
accompagnati dalla comunità adulta locale.

“Abbiamo raccolto tanti feedback positivi da parte dei ragazzi partecipanti – ha sottolineato Alberto Carollo, coordinatore dell’Area Politiche Giovanili della Cooperativa Sociale Radicà – E’ bello lavorare in gruppo con i ragazzi della mia età, dopotutto io ci vado sempre in quei luoghi
ed è bello migliorarli”.

“Ho imparato a essere più responsabile, ho capito il valore delle cose del mio paese, che c’è tutto un lavoro dietro, che quando esco con gli amici è giusto trattare meglio le cose perché sono di tutti”. “È stata una bella esperienza, ho fatto nuove amicizie, ho imparato a socializzare”
“Non ci sono discriminazioni, è un bell’ambiente, sono tutti accettati e si è amici tra tutti anche se non ci si conosce; anche se non interagisco facilmente qua mi sono messa in gioco”. “Mi ha permesso di socializzare e conoscere nuove persone, soprattutto dopo la pandemia che
non me ne aveva dato possibilità”. “Mi piace perché riesco ad aiutare la comunità e riqualificare i luoghi dove abito”. “Mi piace perché mi diverto e condivido nuove esperienze e momenti speciali con gli altri”. “Lavorare in compagnia è più divertente ed è più produttivo perché sei più motivato e senti meno la fatica”. “Sono soddisfatto del lavoro fatto perché ho imparato cose nuove e sono entrato in contatto con tutor diversi che mi hanno mostrato punti di vista differenti”. “Gli handyman sono una presenza fondamentale, un punto di grande appoggio”.

Tanti i feedback entusiasti anche da parte dei genitori: “Aver dato a questi ragazzi, di questa età, e in questo particolarissimo momento storico post pandemico l’opportunità che avete dato voi di trovarsi, lavorare, condividere, e anche imparare a rispettare i luoghi del proprio paese, è stato quanto di più importante una comunità poteva offrire ai suoi giovani cittadini… sono queste esperienze che permettono ai nostri figli di crescere”. “Stanno facendo un bel lavoro e imparano qualcosa passando insieme del tempo di qualità”. “Nostro figlio si è sentito utile e ha fatto nuove amicizie. Per la sua autostima e la sua autonomia è stata un’esperienza più che positiva”. “Mi è capitato di sentire dei ragazzini che hanno partecipato al progetto rimproverare dei loro coetanei perché hanno lasciato dei rifiuti per terra, dicendo che se li lasciano lì qualcuno poi li deve raccogliere come hanno fatto loro nei vari parchetti”. “A casa sono molto più disponibili nel dare una mano perché sanno che è fatica lavorare e dividendosi i compiti diventa tutto più semplice”. “Questo progetto forma generazioni più rispettose del suolo pubblico, dell’ambiente e quindi degli altri, accrescendo il senso di responsabilità, l’educazione civica e la socializzazione”.
Il progetto ha visto un’ampia movimentazione a diversi livelli: 7 tutor, ragazzi dai 20 ai 30 che hanno partecipato alla formazione e coordinato 12 squadre, 10 handyman, volontari adulti che hanno insegnato ai ragazzi competenze tecniche e artigianali, 120 ragazzi residenti nei Comuni di Breganze, Sarcedo e Zugliano che in queste 2 settimane si sono presi cura della propria città, sperimentando capacità personali e acquisendo nuove competenze, sindaci e assessori che hanno voluto riconoscere la fatica ai ragazzi consegnando personalmente l’attestato e i buoni, la comunità che ogni giorno ha premiato l’impegno dei ragazzi con parole di apprezzamento e gesti di riconoscimento, anche offrendo loro la pizza dopo averli visti lavorare, gli sponsor che hanno appoggiato l’iniziativa e che sono andati personalmente a trovare i ragazzi.

I 120 giovani partecipanti, dai 14 ai 19 anni, sono stati coinvolti dal 5 luglio al 16 luglio 2021  per i territori di Breganze e Sarcedo mentre dal 5 luglio al 9 luglio per Zugliano, dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì in svariate attività settimanali di cura del bene comune. A Breganze: risistemazione degli spazi esterni dell’oratorio e delle panchine degli impianti sportivi, sistemazione e tinteggiatura degli spogliatoi del palazzetto dello Sport e delle ringhiere della scuola dell’infanzia di Maragnole. A Sarcedo: risistemazione della ringhiera delle scuole elementari Tiziano Vecellio, tinteggiatura del muro del “Parco Vecellio” rovinato dalle scritte e delle panchine e del castello in legno; risistemazione delle panchine e dei portabandiera di Piazza Vellere a Madonnetta di Sarcedo, delle panchine del campo da basket dietro alla Biblioteca Civica e dei parchi giochi di Via De Gasperi e di Via Morvillo e pulizia degli impianti sportivi. A Zugliano: ristrutturazione delle porte e delle finestre (pulizia, carteggiatura e tinteggiatura), delle grate e sistemazione dei giardini esterni in Villa Giusti; pulizia dei portici, ritinteggiatura dei muri dei portici, pulizia degli spazi e dei giardini esterni presso la Piazza di Zugliano.