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Cogollo. ‘Mario Giordano show’: un fiume in piena sull’ingiustizia delle pensioni da favola

Non sarà stato di fronte alle telecamere di Rete 4, nel salotto di Maurizio Belpietro o a Quinta Colonna, ma Mario Giordano anche nella ‘piccola’ Cogollo del Cengio ha elargito generosamente tutta la verve e quella sua parlantina sciolta, note ad ogni italiano che si interessi degli scandali della politica.

‘Siete dei pazzi’ – ha esordito ironicamente il direttore di Rete 4, sabato al centro parrocchiale San Cristoforo per presentare il suo nuovo libro sulle pensioni d’oro ‘Vampiri’ – a venire qui a vedere me, invece di stare a casa sul divano… Non solo perché, mi dicono, ho la voce più irritante d’Italia dopo quella di Rosa Russo Jervolino, ma anche perché andrete a casa tutti più arrabbiati di prima’.

Giordano parte subito in quarta ed a interromperlo non ci pensa nessuno, né serve alcuno stimolo da parte della moderatrice, tanta è la foga e l’indignazione che, è evidente, muove le sue parole. E fa nomi e cognomi, come ama sottolineare, di tutti i politici pensionati che ancora oggi in Italia percepiscono pensioni da favola, in virtù di leggi che ‘si fanno da soli’ e di un numero di anni (o giorni) ‘lavorati’ praticamente ridicolo.

‘Il mio libro lo dedico ad Aurora – ha raccontato Giordano – una parrucchiera 27enne alla quale è stato comunicato dall’Inps che andrà in pensione nel 2064, tra 47 anni, con meno di mille euro al  mese. Negli stessi giorni l’Inps ha comunicato a Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale pugliese, che andrà in pensione a 55 anni dopo 8 anni ‘lavorativi’ in consiglio, con 5.020 euro al mese. Questa disparità è così vergognosa che mi viene voglia di urlare. Si tratta di un furto legalizzato di futuro, di fiducia e di soldi. Le pensioni sono l’emblema più evidente della distanza tra la politica e la gente’.

Ma gli esempi che ha sciorinato Giordano sono molti, e dopo ogni ‘nome e cognome’ il malumore del pubblico che riempie la sala era sempre più tangibile. Onorevoli rimasti in parlamento una settimana, che percepiscono da 20 anni 2.300 euro al mese, pensioni da ‘deputati monarchici’ che si tramandano di generazione in generazione, parlamentari che hanno vitalizi mensili di 8.840 euro al mese dall’età di 42 anni, falsi ciechi beccati a correre in auto, parlamentari ‘disabili’ con pensioni di 7.430 euro che giocano a pallacanestro (e veri disabili con pensioni di 290 euro). Pensioni d’oro, vitalizi, false pensioni di invalidità pesano sulle casse statali come macigni, ha continuato a raccontare il direttore di Rete 4. ‘La Sicilia spende 17 milioni di euro per i vitalizi, o poi non ha soldi per i disabili’.

Ma come si fa a cambiare il sistema? Se lo chiedono tutti, ma spesso è forte e del tutto comprensibile la voglia, ha ammesso Giordano, di girare la testa dall’altra parte, tanto non cambia niente. ‘E’ certamente vero che qualcosa è cambiato, anche se troppo poco. Oggi chi sta una settimana in parlamento – ha spiegato Giordano – non prende più la stessa pensione, e questo è cambiato. Ma se giriamo la testa dall’altra parte diventiamo complici dei vampiri, perché le cose vere cambiano prima a livello di cultura, ancor prima che di legge. La legge viene dopo il cambiamento della mentalità. Il processo parte a monte, quando io insegno ai miei figli che se i ‘furbi’ diventano più dei ‘fessi’ il sistema non può più reggere, ed il paese non avrà futuro’.

Prima delle dediche di rito Giordano ha salutato e ringraziato tutti i presenti. ‘Ogni giorno ricevo citazioni con richiesta di risarcimento danni e minacce, ma in 20 anni non sono  mai stato condannato. Se dovessi guardare questo non dovrei più scrivere libri di inchiesta, ma non voglio essere complice dei vampiri. Vi confido che alla fine scrivo i libri quasi per poterli presentare – ha detto – per andare fuori ed incontrare la gente. Sono io che ringrazio voi che siete qui stasera’.

Marta Boriero