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Coronavirus , Zaia: “Gli alunni che tornano dalla Cina non devono rientrare a scuola”

Isolare i bambini, di qualsiasi nazionalità, che frequentano le scuole e che arrivano dalla Cina, come avviene per tutti altri, italiani e stranieri, per il periodo di 14 di giorni, come da prassi.

E’ questa la richiesta al ministero della Salute che i presidenti di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige stanno per inviare.

Lo ha annunciato oggi il governatore del Veneto Luca Zaia, assicurando che “non c’è la volontà di ghettizzare nessuno, ma invece di dare una risposta alle tante famiglie preoccupate che hanno i loro figli che nell’età dell’obbligo vanno a scuola”. La bozza della lettera, che dovrebbe essere inviata nelle prossime ore, è già stilata, ha spiegato Zaia: “A me sembra una regola sanitaria minimale”, ha spiegato il governatore veneto ricordando che si tratta di una misura che “prendiamo anche per la meningite e per la Tbc”.

Italia tra i paesi che hanno strategia più ampia e articolata

Le misure adottate in Italia contro il coronavirus “tutelano la salute dei bambini e della popolazione”. Lo assicura l’Istituto superiore di sanità (Iss) dopo la richiesta al ministero della salute da parte dei governatori di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento per applicare anche ai bambini che frequentano le scuole il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina. “Le misure adottate per le popolazioni scolastiche – afferma l’Iss – sono quelle necessarie a tutelare la salute della popolazione. Ciò anche in considerazione della forte capacità e preparazione dei professionisti dei dipartimenti di prevenzione e di tutto il nostro Sistema sanitario nazionale”. “Al momento – aggiunge l’Istituto superiore di sanità – l’Italia è tra i paesi che hanno adottato le misure più ampie e articolate per il controllo della diffusione dell’infezione nell’intera popolazione e altri paesi europei non hanno adottato misure specifiche per la popolazione scolastica”.