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Fase 3, tutto ritorna a vivere, ma per disabili e famiglie il lockdown continua

Quello che sta accadendo alle famiglie dei disabili è paradossale e squallido, per loro l’emergenza covid continua,  compreso il lockdown e l’impossibilità di andare a lavorare. Come se  i genitori dei ragazzi disabili non avessero questo diritto, come se per loro dovesse essere scontato rimanere rinchiusi a casa. Centri estivi aperti, persino le giostre che sfidano il Covid alla faccia del rischio di assembramento, ma nessuno che si faccia  carico di questi ragazzi nati sotto la stella della diversità e a cui il Coronavirus ha strappato persino il diritto allo studio. Forse qualcuno non lo sa, ma i ragazzi con difficoltà mentali non hanno potuto fare didattica online, loro, fortemente compromessi dalla natura dal punto di vista mentale, non sono in grado di partecipare alle class room virtuali , quindi la scuola ed il contributo che potevano avere si è interrotto bruscamente. Ma verranno promossi tutti. I loro genitori durante il lockdown si sono dovuti arrangiare e chi frequentava i ceod o qualche centro che dava loro una forma di sollievo per andare a fare la spesa (almeno quella), almeno per qualche ora a settimana, sono stati costretti ad una vera e propria clausura con figli difficili e non in grado di comprendere cosa stava accadendo nel mondo: a loro manca la facoltà di comprendere la gravità di  un virus, per il quale occorre stare in casa. Abbandonati,  sono rimasti in silenzio questi padri e queste madri, aspettando con una pazienza e con una forza da leoni che passasse tutto. Invece, per loro il lockdown continua ancora! Continua con l’indifferenza di chi non si è occupato di loro, della loro sofferenza, delle loro braccia stremate  nel tenere chiusa quella porta che il loro ragazzo voleva tenere aperta non capendo cosa fosse quell’imposizione di rimanere dentro quattro mura. C’è chi non ha potuto lavorare come tutti gli altri in remoto perchè se hai un ragazzo autistico non te lo consente, lui vuole il tuo pc, lui è nervoso perchè vuole uscire. Lui è nervoso perchè vuole la sua routine.

Finalmente, la ‘fase 1 finisce’ e dalla Regione arriva la comunicazione che le famiglie dei disabili potranno respirare un pò perchè verrà assicurata loro l’assistenza domiciliare. Ma chi l’ha vista?  Non si parla ancora di ‘fase 3’ e arriva l’annuncio del governatore Luca Zaia: ‘Noi siamo avanti, ci copiano tutti perchè il nostro modello è eccellente, passo la parola all’assessore Manuela Lanzarin, che vi illustrerà come i genitori potranno ritornare al lavoro perchè riapriremo asili e centri, tutti i ragazzi da 0 a 17 anni avranno quell’opportunità di socializzare che durante l’emergenza Covid è stata loro negata’.

Ma per i ragazzi disabili il lockdown continua!

I loro genitori non possono tornare a lavorare e adesso, nella ‘fase 3’ sono stanchi e arrabbiati. Stanchi perchè quei ragazzi sono diventati veramente un fardello incontenibile, gli è stata stravolta la quotidianità,  quando loro hanno bisogno che gli venga scandita la giornata. Sono rinchiusi con i loro genitori, sepolti vivi con la ricrescita di 4 centimetri perchè non possono permettersi di andare dal parrucchiere e farsela come tutte le altre donne del mondo.

Il lockdown continua…e a nessuno frega niente. C’è solo da vantarsi di un Sociale che qualcuno definisce ‘eccellente’, ma che ormai è andato a farsi benedire e le amministrazioni comunali, che ogni anno versano una quota anche cospicua ai servizi dell’Ulss 7, che arraffa perfino l’assegno di cura delle famiglie in cambio di servizi che non ci sono. Quei soldi sarebbero destinati alle famiglie, ma è stato deciso così perchè oltre ad essere cornuti devono essere mazziati: diritti su diritti negati.

Aprono i centri estivi, per tutti i bambini e ragazzi dell’Altovicentino è possibile scegliere tra piscina, parrocchia e campus all’aperto: per i ragazzi disabili no, il lockdown continua e ormai sono passati mesi e mesi. Sono anche regrediti,  sono diventati intrattabili, a volte violenti e le loro mamme hanno le braccia stanche. Loro rivoglio la vita che avevano prima dell’emergenza Coronavirus e avrebbero avuto più bisogno degli altri di ritornare a socializzare, almeno quello! Ma per loro è tutto negato, così come la vita gli ha negato una ‘vita normale’, gli tocca essere trattati in maniera anormale dalle istituzioni che le ignorano. Come ignorano i loro genitori ormai distrutti, che non sanno più in che direzione andare. Eppure, i ragazzi disabili non sono tantissimi, basterebbe un pò di vera attenzione. I ragazzi Eppure i ragazzi con disabilità  avrebbero più diritti degli altri, dovrebbero avere la precedenza per quello stato di fragilità che madre natura gli ha conferito dalla nascita senza che loro ne avessero colpa. Colpa che non hanno nemmeno i loro genitori, che non hanno grosse pretese, se non quella di una vita non uguale agli altri, ma dignitosa, per la quale sono stanchi di lottare, di chiedere, di implorare. Genitori che si chiedono perchè loro non possono lavorare e guadagnarsi da vivere e perchè si dia per scontato che debbano continuare a rimanere rinchiusi, nonostante abbiano patito più degli altri. Ma è stato deciso così, tutto deve ritornare a vivere, ma per mamme,  padri e le loro creature ‘speciali’ il lockdown continua dietro l’indifferenza di tutti. Certo che deve continuare…

Ecompito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Natalia Bandiera

www.ilsussidiario.net/news/elio-poca-attenzione-a-chi-ha-figli-autistici-nel-lockdown-disabili-troppo-soli/2034966/

 

https://www.panorama.it/news/salute/governo-autismo-covid