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In Veneto mancano medici, ma la Regione sbaglia la procedura del concorso

Mentre la carenza di medici di medicina generale pesa sulla sanità veneta, la Regione affida ad Azienda Zero l’iter concorsuale per le assegnazioni di assistenza primaria e di continuità assistenziale e questa “sbaglia per ben due volte le procedure causando ritardi”.

Lo segnala Maurizio Scassola, segretario della Fimmg del Veneto, raccontando che negli ultimi tre mesi la Federazione dei medici di famiglia ha presentato due comunicazioni alla Regione per sottolineare l’irregolarità nello svolgimento delle procedure concorsuali. Nello specifico, il concorso bandito ad aprile escludeva i medici che avevano ottenuto il diploma dopo il 31 dicembre 2020, mentre l’accordo collettivo nazionale del 2018 prevede che tutti i medici in possesso del diploma possano presentare domanda. In seguito alla segnalazione della Fimmg, Azienda Zero ha quindi riaperto il bando, “ritardando di quasi un mese le procedure concorsuali”.

Poi, “un mese fa un nuovo errore: nella deliberazione di approvazione delle graduatorie, tre colleghi sono stati esclusi dalle domande di trasferimento in quanto non sono trascorsi tre anni di iscrizione nell’elenco di provenienza, essendo titolari di incarico in ambito territoriale con vincolo”.

Per una seconda volta Fimmg è intervenuta, attraverso un suo legale, per difendere i suddetti colleghi, visto che il motivo di esclusione è completamente insussistente e incoerente rispetto a quanto previsto dall’articolo 20 dell’accordo collettivo nazionale in vigore”. A causa di questi errori procedurali, “ad oggi il percorso di assegnazione degli incarichi di medicina generale è ancora inceppato”, e “nel frattempo tanti cittadini veneti sono senza assistenza medica di base e attendono un nuovo medico che possa prendersi cura di loro”, conclude Scassola.

Agenzia Dire