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Nel vicentino oltre 400 milioni di euro l’anno se ne vanno in bollette

07/12/2012 tasse sulla casa, conto corrente, bollette Eni, gas, energia, euro, moneta, soldi, calcolo spesa, crisi finanziaria ed economica.

Oltre 400 milioni di euro l’anno vengono spesi in bollette nel vicentino. Una somma enorme, alla quale si dovranno aggiungere gli effetti dei recentissimi aumenti determinati dall’impennata del prezzo dei carburanti, con il gasolio al rialzo del 50% rispetto all’anno precedente.

“Il caro energia pesa sulla filiera agroalimentare”, è il commento di Coldiretti Vicenza, che ha commentato il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto del valore di 3 miliardi, di cui 2,5 miliardi per azzerare gli oneri di sistema e calmierare gli aumenti.

Il taglio delle bollette a favore dei più bisognosi concorre a contenere gli aumenti della spesa di luce e gas degli italiani, che già pagano in media a 1320 euro a famiglia.

“L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo – commenta Coldiretti Vicenza – in quanto da un lato riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e, dall’altro, aumenta i costi delle imprese. Una situazione aggravata dal costo dei carburanti, che torna ad aumentare, con un effetto a valanga dai campi alla tavola, in un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci viaggia su strada”.

Nelle campagne salgono del 50% nell’ultimo anno, secondo l’analisi della Coldiretti, i costi del gasolio per il movimento delle macchine come i trattori, ma in agricoltura il caro energia colpisce con l’arrivo dell’autunno pure le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali.

“Il rincaro dei costi energetici – prosegue Coldiretti – si trasferisce sui costi di produzione nella filiera agroalimentare come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti ed alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi”.

Il risultato è che, ad esempio, quando si acquista una passata al supermercato si paga più per la confezione che per il pomodoro contenuto. In una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà del valore (53%), secondo la Coldiretti, è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità.

“In questo contesto – conclude Coldiretti – servono interventi strutturali per dotare il paese di una riserva energetica sostenibile puntando sulla filiera del biometano nel quale l’agricoltura italiana è all’avanguardia e che può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo del contenimento delle emissioni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta in questo senso un’opportunità importantissima per il pieno sviluppo del potenziale offerto del settore del biometano agricolo con l’obiettivo di arrivare alla produzione del 10% di gas rinnovabili nella rete del gas nazionale”.