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Pfas. Nel sangue dei ragazzi valori 32 volte la media. Anche operai della Miteni chiedono di essere monitorati

Resi noti i primi esami del sangue dei ragazzi residenti nella ‘zona rossa Pfas’. Valori Pfoa di 32 volte superiore la media in 50 ragazzi di 14 anni. A gran voce anche gli operai della Miteni chiedono di rientrare nel ‘piano di sorveglianza sanitaria regionale’.

Al termine della prima delle due giornate del ‘simposio scientifico pfas’ si tirano le somme. Organizzato dalla regione Veneto all’Ospedale Civile di Venezia, per un confronto sulla grave situazione dell’inquinamento da Pfas che ha colpito le province di Vicenza, Verona e Padova, mettendo a rischio la salute di 350 mila persone, 80 mila delle quali circoscritte nella ‘zona rossa’ a più alto livello di inquinamento, emerge un dato importante: la presenza anomala di Pfoa nel sangue dei 14enni, pari ad una media di circa 64 nanogrammi/grammo, contro una media di 2-3 nanogrammi presente nelle persone monitorate fuori dall’area inquinata dai Pfas.

Dati commentati a caldo dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan: “Mi sorprendono, perché sono in linea con la media riscontrata l’anno scorso, quando facemmo un campionamento su 500 persone di ogni età – continua Mantoan – Questo ci fa supporre che l’emivita di queste sostanza possa essere superiore al previsto, considerando che da luglio 2013 questi ragazzi bevono acqua pulita, evidentemente le hanno assorbite prima”.

Altro tema importante preso in esame oggi dalla comunità scientifica ed internazionale a Venezia, è la correlazione tra Pfas e tumori: grazie ad uno specifico studio condotto dal Registro Tumori del Veneto è stato espresso che non si sono verificate alterazioni nella percentuale delle neoplasia registrate nella ‘zona rossa’ che, anzi, risulta inferiore alle medie regionali.
Il punto sulla salute delle donne in gravidanza, e dei bambini appena nati: “Su 560 mila gravidanze monitorate dal 2003 al 2015, da 16 mila gravidanze nell’area rossa si riscontra un elevato aumento di gestosi e diabeti gravidici – ha dichiarato Paola Facchin direttore del Centro regionale malattie rare, che ha effettuato uno studio sulle gravidanze, ripresa in una nota Ansa – Nei bambini un aumento di nati piccoli in proporzione all’età gestionale, con maggiori rischi di sopravvivenza ed esiti negativi del parto, anche se questo effetto è sparito dopo il 2013”.

In concomitanza con l’avvio dei lavori del simposio giunge a gran voce l’appello dei lavoratori della Miteni tramite i sindacati di Vicenza: “Anche gli attuali 120 operai e gli ex dipendenti della Miteni devono essere sottoposti ai controlli e rientrare nel Piano di Sorveglianza Pfas Regionale – continuano Filctem, Cgil, Cisl e Uiltec Uil – In assenza di risposte certe siamo pronti a manifestare davanti al Palazzo della Regione”.
Appello a cui la Miteni replica: “Comprendiamo la loro preoccupazione e la loro richiesta di essere inseriti in uno studio di monitoraggio che possa dare loro una maggiore tranquillità – continua l’azienda di Trissino – E’ dal 2000 che stiamo effettuando uno studio sulla presenza di Pfas nel sangue dei lavoratori. I dati evidenziano un calo fino al 90% di Pfas nel sangue, alcun nesso di causa-effetto con patologie sia tumorali che metaboliche. Lo studio è stato pubblicato a cura del professor Costa su rivista internazionale”.

Paola Viero