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Più di due mesi per un passaporto. La denuncia di una lettrice indignata. Bizzotto interroga Piantedosi

Più di due mesi per ottenere un passaporto. E’ quanto sta accadendo in questi mesi in Italia. Siamo nel 2023. Una vera e propria odissea, che ci è stata denunciata anche da una nostra lettrice, Chiara Pietribiasi, tramite mail ricevuta in redazione. La sua indignazione parte addirittura dalla richiesta tramite la piattaforma online per ottenere il primo appuntamento.

Ecco la sua denuncia: 

Buongiorno, vi scrivo in merito all’odissea che un libero cittadino italiano deve passare per riuscire ad ottenere un passaporto. Sono residente in provincia di Vicenza e sto cercando da tempo di riuscire a prendere appuntamento nel sito ufficiale per il rilascio del passaporto elettronico. Il sito rimanda agli uffici del proprio territorio, quindi per me sono o la questura di Vicenza o il commissariato di Bassano. Ad oggi entrando più volte sulla piattaforma risulta impossibile anche solo vedere un calendario perché la dicitura sulla disponibilità è NO!!! Sinceramente mi sento privata della mia libertà di cittadina europea di poter circolare liberamente nel mondo. Pago regolarmente le tasse, lavoro da quando sono adolescente, sono anni che avendo avuto figli rimando la possibilità di fare viaggi in luoghi lontani e ora che ne avrei la possibilità mi vedo negato questo diritto perché il mio paese non mi permette anche solo di prendere un appuntamento!!! Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo iniziare ad organizzarci con dei scafisti e fare le traversate illegalmente anche noi? Nel resto d’ Europa per avere un passaporto bastano 15 giorni. Com’è possibile che in Italia nessuno faccia nulla a riguardo? Tanti anni fa bastava rivolgersi ad un ufficio tutto pratiche e nel giro di poco si otteneva il documento pagando qualcosina in più. Ora con l’era dell’identità elettronica, di internet e del semplice clic siamo presi peggio di prima. Ho provato anche a mandare una mail alla presidenza della regione che in risposta ha rimbalzato il mio reclamo alla prefettura di Vicenza che come sempre non farà nulla…continueremo a vedere articoletti sulle testate nazionali sul crollo dei viaggi e del settore dando la colpa al Covid, perché tanto è sempre colpa del Covid…sono incavolata NERA! Mi scuso per il mio sfogo e spero che sia per voi uno spunto per poter smuovere un po’ le acque visto che sembra che solo scrivendo alle redazioni dei giornali si ottenga qualcosa (vedi appuntamenti ulss7)”.

Cosa sta accadendo?

Ma per quale motivo accade tutto ciò? Cosa sta succedendo? Le agenzie di viaggio affermano che i passaporti sono stati persi a causa del mancato rinnovo. Oltre 80 mila viaggi e un giro di affari di 150milioni, tutto questo perché le questure italiane non riuscirebbero a stare dietro a questa richiesta infinita di passaporti che intensifica a seguito di ulteriori situazioni. Secondo il Ministero, durante il Covid molte persone non hanno richiesto il rinnovo del passaporto in quanto non si sarebbero accorti della scadenza e, ora che è possibile nuovamente viaggiare, in tanti hanno fatto richiesta di rinnovo ma loro non riescono a soddisfare tutte le richieste. Il subentro della Brexit poi crea nuove dinamiche: per entrare in Inghilterra occorre essere in possesso passaporto, motivo per cui la richiesta di passaporti è aumentata. Lo scorso anno sono stati rilasciati 1milione 800mila passaporti ma ciò che lascia sbigottiti è che per un paese come l’Italia, per ottenere un passaporto nel 2023 ci vogliano oltre due mesi quando in altri Stati il rilascio avviene tecnicamente in giornata.

Il Ministero si attiva

Anche la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente vicario della Lega al Senato, parla della questione riportandolo come “problema nazionale” e lo fa attraverso un’interrogazione indirizzata al Ministro degli Interni Matteo Piantedosi su dettaglio degli interventi di cui è firmataria: “Molti cittadini ci segnalano ritardi relativi al rilascio dei passaporti, un problema di portata nazionale, con riflessi sul turismo organizzato. In molti Comuni italiani gli appuntamenti online vengono fissati anche a sei mesi di distanza, con forti pressioni sulle questure per l’aumento delle richieste e ripercussioni sul diritto dei cittadini a viaggiare e spostarsi. Una situazione esplosa negli ultimi mesi, con una media di 151 mila rilasci al mese, che il ministro dell’Interno Piantedosi ha ereditato dal precedente Governo. Attraverso un’interrogazione abbiamo portato la questione all’attenzione del ministro, che già si è impegnato a garantire aperture straordinarie e postazioni più performanti, per avere un dettaglio degli interventi in atto”. 

Laura San Brunone