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ViAcqua. Aumento bollette e investimenti : “Competitivi solo se in squadra”

“Il nuovo listino prezzi dell’acqua ha fatto salire le bollette del 9%, ma gli investimenti sono aumentati del 34% e i residenti nell’Alto Vicentino hanno risparmiato circa 600mila euro in 3 anni”.

Lo sostiene Angelo Guzzo, presidente di Viacqua, la partecipata nata dalla fusione per incorporazione tra Avs e Acque Vicentine. Un’azienda finita nel mirino proprio per la fusione nel 2017 e tornata sotto i riflettori adesso quando, con gli 80 milioni di euro per l’ampliamento del depuratore di Casale, è balzata agli occhi quella ‘sproporzione’ di investimenti tra l’area vicentina e l’alto vicentina. Con un vantaggio economico di Vicenza città e dell’area circostante.

La denuncia era partita dal consigliere thienese Attilio Schneck e dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, tra i quali la thienese Alessia Gamba e lo scledense Marco Vantin.

Nel mirino il motivo, che ad oggi non è ancora chiaro poiché anche i 3 sindaci che hanno preso la parola nei giorni scorsi non l’hanno spiegato, che ha portato Avs, azienda florida e con minori investimenti in programma, ad essere incorporata e ad avere una quota minoritaria nella fusione con Acque Vicentine, che godeva di salute economica più traballante e aveva già ‘in lista’ fior fiore di investimenti da fare.

Guzzo ha puntato il faro sulle positività di una politica territoriale e sulla necessità di guardare in grande, superando i campanilismi.

“Noi crediamo che l’accordo tra 68 Comuni per la nascita di Viacqua sia stata una straordinaria operazione di cooperazione tra i territori e di superamento dei campanilismi, per raggiungere livelli più elevati di protezione delle risorse idriche – ha sottolineato il presidente Angelo Guzzo – La legislazione va nella direzione di una politica territoriale più ampia: è previsto un gestore per ciascun ‘ambito territoriale ottimale’ (Ato). Il bacino Bacchiglione, in cui ricade il territorio gestito da Viacqua, comprende 136 Comuni e nel 2017 vedeva una gestione ancora frazionata tra 4 gestori. Grazie alla fusione vicentina i gestori sono ora tre e Viacqua è diventato il gestore prevalente, un fatto importante se si considera che sempre più la normativa spingerà in questa direzione. Pure il quadro tecnico e organizzativo va nella direzione di una gestione ‘industriale’ del servizio idrico: per stare al passo con gli standard di qualità tecnica oggi richiesti (contenimento delle perdite idriche, qualità dell’acqua depurata, continuità del servizio…) sono necessari continui e importanti investimenti di adeguamento e rinnovamento delle infrastrutture. Investimenti possibili solo con aziende molto strutturate, poiché è necessario reperire le risorse sul mercato finanziario, progettare le opere con i più alti standard tecnici, selezionare i fornitori secondo il codice degli appalti, prevedere e misurare le ricadute degli interventi sugli indicatori e così via.
Infine, anche i risultati conseguiti in questo triennio dimostrano i vantaggi dati dalle maggiori dimensioni dell’azienda”.

Per migliorare e adeguare acquedotti, fognature e depuratori, nel triennio 2015-2017 nell’Alto Vicentino sono stati investiti mediamente 38 euro l’anno per abitante, mentre dopo la fusione, nel triennio 2018-2020, sono stati investiti, sempre nei comuni ex AVS, mediamente 52 euro l’anno per abitante. A fronte di un incremento medio della tariffa di circa il 9% dal triennio 15-17 al triennio 18-20, il tasso di investimenti pro capite è aumentato del 34%, passando da un investimento nel triennio 15-17 di 28,8 milioni di euro a interventi del valore complessivo di 39,2 milioni di euro nel triennio 18-20 per l’Alto Vicentino.

Anche per le pratiche contrattuali ci sono stati miglioramenti tangibili: per l’apertura di una nuova utenza, ad esempio, un utente nell’alto vicentino prima della fusione spendeva 76 euro, dal 2018 in poi ne spende 44. La definizione dei nuovi prezzi a vantaggio degli utenti è stata possibile grazie alle economie di scala generate dalla fusione.  Si può stimare che gli utenti dell’Alto Vicentino abbiano risparmiato oltre 200 mila euro l’anno in questi 3 anni, grazie al nuovo listino prezzi.

Un ulteriore risultato legato alla fusione è l’allungamento della concessione dal 2026 al 2036 da parte del Consiglio di Bacino Bacchiglione. “Un patrimonio inestimabile per un gestore idrico, che può presentare un piano industriale di spessore molto diverso, ottenere finanziamenti a tassi molto più vantaggiosi e quindi affrontare con più serenità e meno aggravi per gli utenti l’ambizioso piano degli interventi varato per questo territorio”, ha continuato il presidente diViacqua.

Guzzo ha quindi spiegato: “Il piano degli interventi è costruito tenendo conto delle esigenze espresse dal territorio, dei requisiti normativi, delle criticità rilevate sul campo e dell’innalzamento degli standard di qualità tecnica imposto dal regolatore nazionale. E’ questo che guida la programmazione, non certo la volontà di favorire un territorio a spese di un altro. E questa logica porta inevitabilmente a seguire il flusso dell’acqua, con più opere sull’acquedotto a monte e più opere sulla depurazione a valle, e a lavorare sull’interdipendenza tra i vari territori in termini preventivi, prima che scoppi l’emergenza. Mai come nel caso della contaminazione pfas, infatti, si è resa evidente la stretta relazione tra qualità dell’acqua nelle falde profonde che alimentano la pianura e gli insediamenti produttivi nelle zone di ricarica a monte. E mai come in questa situazione, la soluzione della criticità ha richiesto soluzioni concertate su una scala territoriale molto vasta, che coinvolge la Regione e 4 gestori idrici. Mi sento quindi di affermare che la volontà di una politica territoriale più ampia, espressa dai sindaci e dai Comuni che hanno approvato la fusione e la nascita di Viacqua, è stata ampiamente premiata. E sono sicuro che chi vede solo l’interesse economico di un’area rispetto ad un’altra dietro ad un evento come la nascita di Viacqua non conosce bene né le regole del gioco di questo settore, né le complesse sfide idriche poste dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento, né la passione di chi lavora in quest’azienda per garantire tutela dei fiumi e acqua di qualità a tutti – ha concluso Guzzo – Non rinunceremo mai al rapporto stretto con il territorio, con il nostro personale operativo, con i nostri sportelli, con gli incontri informativi, perché, al di là di ogni considerazione campanilistica, noi tutti, dagli amministratori ai tecnici, dagli amministrativi agli operai, lavoriamo per tradurre in fatti concreti l’amore dei cittadini per l’ambiente e per l’acqua”.

Anna Bianchini